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Trump in Asia, sul commercio una bomba ad orologeria

Nessuna gaffe di rilievo e avanti con accordi bilaterali

Luca Borsari 13/11/2017

Trump in Asia, sul commercio una bomba ad orologeria Trump in Asia, sul commercio una bomba ad orologeria Nessuna gaffe di rilievo, un certo numero di  accordi economici siglati con la Cina - per complessivi 250 miliardi di dollari - e una retorica che resta molto dura nei confronti dell'enorme deficit commerciale degli Usa con i partner asiatici. Se i governi orientali speravano che Donald Trump, nella sua lunga missione asiatica, almeno non apportasse danni significativi, il desiderio è stato esaudito. Per ora. Ma Pechino commetterebbe un grosso errore a pensare di aver fatto abbastanza per  placare le preoccupazioni di Washington. Ha spiegato Paul Haenle, direttore del Carnegie-Tsinghua Center (CTC) di Pechino al New York Times: "La mia preoccupazione è che ci potrebbe essere uno scarto verso una linea molto più dura da parte Usa, e sarà una grande sorpresa per la Cina e il presidente Xi, considerando che quest'ultimo pensa di avere fatto molto per Trump in questa visita". Una facile profezia considerando che venerdì nella sua tappa in Vietnam dal vertice dei Paesi Apec, Trump ha affermato che gli Usa non tollereranno più abusi commerciali cronici e cercheranno d'ora in poi accordi bilaterali "ma solo sulla base di reciproco rispetto e beneficio".
 
Non occorrerà attendere molto per vedere i danni di questa strategia. Non si tratta tanto degli accordi commerciali formali che - come dimostrano le analisi più serie - hanno un impatto iniziale minimo. Ma è già evidente che il deficit commerciale Usa in una certa misura è già stato gonfiato dalle parole di Trump, che hanno impresso un'accelerazione delle importazioni da parte di chi teme imminenti restrizioni. Ed è ancora più preoccupante constatare che la perdurante incertezza sull'atteggiamento Usa sul commercio sta frenando la crescita delle catene transnazionali logistiche e di fornitura dai paesi asiatici verso il mercato americano. Il vuoto lasciato da Washington sarà senza dubbio riempito da altri. L'Europa saprà approfittarne?
TAG: cinatrump
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