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De Luca “Non rinuncio al mio terzo mandato. Il Pd parli meglio con il mondo cattolico”

Conchita Sannino, la Repubblica, 20 aprile

Redazione InPiù 20/04/2024

De Luca “Non rinuncio al mio terzo mandato. Il Pd parli meglio con il mondo cattolico” De Luca “Non rinuncio al mio terzo mandato. Il Pd parli meglio con il mondo cattolico” Alla candidatura per il terzo mandato non intende rinunciare. Seguirò la linea Zaia», dice con tono ironico. Alla segretaria del “suo” Pd, Elly Schlein, manda a dire che le «burocrazie romane» non possono determinare il destino di territori ed elettori. Ma sui temi sensibili, come aborto e eutanasia, tiene a lanciare un messaggio più equilibrato: no all’attacco dei diritti, no alle intrusioni nei consultori, ma il mondo cattolico deve avere più ascolto e rispetto nel Pd. Così il governatore della Campania Vincenzo De Luca, intervistato da Conchita Sannino per la Repubblica del 20 aprile. Presidente, c’è un conflitto istituzionale e anche personale senza precedenti tra lei e il governo sui 5 miliardi di euro per i fondi di Coesione e Sviluppo che non arrivano. «Non c’è nessun conflitto personale. C’è una divergenza politica radicale fra chi intende investire risorse in tempi rapidi, e chi ha tempi di decisione biblici. Parliamo del programma 2021-2027 e siamo già al 2024, si rende conto? Ci stiamo “confrontando” da un anno con il governo; abbiamo presentato alla fine il Piano di sviluppo l’11 ottobre scorso, e siamo ancora al palo. Sarebbe stato logico e doveroso siglare l’accordo di coesione in primo luogo con la Campania, che è l’area di crisi sociale più vasta d’Europa, ma il governo ha privilegiato soprattutto il Nord». Esistono margini per una composizione politica? «Al di là di ripetute, continue, e snervanti richieste di chiarimenti e di “controlli” burocratici nel merito del nostro programma - che è di competenza regionale – non sappiamo cosa si voglia in concreto da parte del governo. Noi siamo pronti a confrontarci pubblicamente e serenamente con chiunque. Ma i nostri tempi sono quelli di chi deve rispondere alla gente che ha il problema del pane! Cos’altro dovremo fare?» La Lega spinge fino allo strappo sulla riforma dell’Autonomia, per approvarla il 29. Quali strumenti ha per fermare il ricatto messo in atto dal Carroccio su Chigi? «Stiamo facendo una battaglia di opinione e promuovendo forti iniziative di mobilitazione anche a Roma. Rimangono ora gli strumenti parlamentari da utilizzare con il massimo di determinazione». I ritardi del Sud però esistono al netto delle ostilità evidenti di una parte della destra. Su infrastrutture, digitale e trasporti, siamo indietro: qual è l’autocritica che il Sud fa? «Noi siamo i principali nemici delle clientele e della lamentazione. Rappresentiamo un altro Sud, quello che è fatto di correttezza amministrativa e di rigore spartano. Siamo pronti ad accettare la sfida dell’efficienza nei confronti di chiunque. Ma a partire da un’operazione verità. L’Ufficio dei conti pubblici territoriali ci dice che la spesa pubblica allargata è di 16mila euro pro capite in Italia, e di 12mila al Sud. Mettiamo sul tavolo tutti i dati, con assoluto rigore, e scopriremo mistificazioni inimmaginabili. Oggi, sarebbe indispensabile riflettere invece sull’interesse strategico che hanno il Sud e il Nord del Paese a guardare alle prospettive straordinarie che si aprono nel Mediterraneo, in Africa e nel Medio Oriente». Lei non ha avuto timori di esporsi su temi eticamente sensibili e trasversali: su eutanasia e aborto pensa che il Pd, accanto alla tutela dei diritti, dovrebbe aprire a una discussione più aperta per la cultura della vita? «Credo che il Pd debba affrontare i temi eticamente rilevanti con una attenzione ed un rispetto verso la sensibilità del mondo cattolico molto maggiore. Sono questioni da affrontare senza ideologismi e sapendo che il tema della vita e della morte tocca in profondità la coscienza di ognuno di noi. Detto ciò, considero laicamente che non si possa costringere un essere umano ad un calvario, e che il tema dell’interruzione di gravidanza debba essere sottratto a incursioni di associazioni o di singoli che non hanno titolo per interferire con le istituzioni pubbliche, e meno che mai per offendere la dignità e l’autonomia delle donne».
 
Schlein e lei: il terzo mandato non è risolto. Lei davvero pensa che giuridicamente potrebbe candidarsi? Anche fuori del Pd? «Non è un problema che riguarda me. Da quando si recepisce la legge nazionale – e la Campania non l’ha ancora fatto – è consentito svolgere un successivo mandato. È quello che sta facendo il collega Zaia, senza che nessuno abbia avuto nulla da ridire. Trovo intollerabile che piccole burocrazie romane debbano impedire ai cittadini di scegliere democraticamente i propri governanti. Può essere eccessivo anche un solo mandato per chi si rivela incapace di governare». Il caso Puglia scopre un bubbone politico, prima che giudiziario. «Premessa la necessità di attendere sempre l’esito dei provvedimenti giudiziari ritengo che chi sbaglia fra i nostri collaboratori sia colpevole non una, ma tre volte». L’espressione “campo largo” e l’alleanza con Conte continuano a non piacerle? «Conte ha fatto quello che non poteva non fare per il clima che si è determinato. È francamente ridicolo chiedere a lui regali politici. “Campo largo”, è un’espressione idiota, estranea al linguaggio delle persone normali. L’alleanza politica con i Cinquestelle ma anche con l’insieme dell’area politica moderata, è indispensabile se si vuole governare l’Italia. Occorre avere pazienza, e poi chiarimenti di fondo sulle questioni programmatiche essenziali, senza pretendere di definire in anticipo le leadership. Paghiamo il fatto che per il passato non si è avuto il coraggio della chiarezza, e non si è avuto neanche il respiro di una egemonia culturale».
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