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Ucraina, pace sempre più lontana

L'Europa usa toni bellicisti e l'attentato di Mosca accelera l'offensiva russa

Rocco Cangelosi 25/03/2024

Ucraina, pace sempre più lontana  Ucraina, pace sempre più lontana L'impressione che si ricava da quanto accaduto nell'ultima settimana è che la guerra è sempre più vicina e la pace sempre più lontana. Il Consiglio europeo per la prima volta usa nelle sue conclusioni un linguaggio bellicista invitando la popolazione alla "preparazione militare e civile di una gestione strategica delle crisi nel contesto dell'evoluzione delle minacce". Una postura di forza contraddetta dagli striminziti impegni adottati per il sostegno all'Ucraina e per la difesa comune e dalle reazioni fredde se non ostili della pubblica opinione che Salvini e i suoi alleati sovranisti non hanno mancato subitamente di cavalcare e strumentalizzare ai loro fini elettorali. Nessun accenno nelle conclusioni del massimo organo dell'Unione a specifiche iniziative europee per avviare un percorso negoziale, salvo un generico riferimento a "una pace globale“ che ricorda più l'utopia kantiana della  pace perpetua che la volontà  politica di un'azione diplomatica per sbloccare la situazione  di stallo e contrapposizione in cui si trova l'Europa.
 
Nell'altro campo l'esecrabile attentato al Crocus City Hall alla periferia di Mosca, rivendicato dall'ISIS viene preso a pretesto da Putin per indirizzare i sospetti verso il governo di Kiev e preparare un'adeguata rappresaglia, che potrebbe tradursi nelle prossime settimane in una nuova offensiva contro le traballanti difese ucraine. Si va delineando così una situazione di crescente contrapposizione che potrebbe scivolare in una guerra diretta con l'Europa che le opinioni pubbliche non vogliono e chiedono fortemente che sia scongiurata. Vale la pena a questo riguardo ricordare la sequenza degli errori e la concatenazione degli avvenimenti, descritta magistralmente ne
 
"I Sonnambuli" di Cristopher Clark, che condussero allo scoppio della Prima guerra mondiale. Bisogna essere consapevoli che parlare di preparazione alla guerra è uno scivolone pericoloso, che molti leader, a partire dalla stessa Meloni, hanno subito cercato di correggere e attenuare. La cruda verità è che questa Europa non è in grado di fare alcuna guerra, né di proporre soluzioni di pace. Le nostre sorti sono ancora una volta legate alle decisioni dell'alleato americano, ritenuto da Putin l'unico interlocutore possibile con cui trattare. Ciò non significa che l'Europa non possa cercare di svolgere un suo ruolo, a condizione che lo faccia su base di considerazioni realiste delle sue capacità e della volontà politica dei suoi Stati membri. Fughe in avanti non accompagnate da impegni concreti e verificabili finirebbero in ultima analisi per vanificare la credibilità europea.
 
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