Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

L'ultimo treno da Kiev

Stefania Nardini. Les Flaneurs edizioni - 2023

Ex libris - Elisabetta Bolondi 08/03/2024

L'ultimo treno da Kiev L'ultimo treno da Kiev Kiev oggi è sinonimo di guerra, bombardamenti, feriti, distruzioni dopo due anni dall’invasione russa dell’Ucraina. Il libro di Stefania Nardini invece ci racconta di quel paese subito dopo la caduta del Muro di Berlino, quando il disfacimento dell’impero sovietico lasciò il paese in uno stato di estrema povertà e di fine di ogni illusione di libertà, dignità, possibilità di una vita futura decente. La voce narrante della storia è la quarantenne Ira, che ha lasciato il marito Nikolaj, è tornata a vivere con i genitori insieme alla figlia liceale Oksana, e malgrado sia laureata in letteratura e abbia insegnato, ora si trova senza lavoro e senza stipendio, lei come tutti i suoi amici, incapace di sostenere la famiglia. Vive nella cittadina di Truskavets, rinomata per le sue terme di acque benefiche, ma ridotta letteralmente alla fame. In un viaggio in treno a Kiev, l’ultimo del titolo, Irina cerca un’occasione per emigrare in Europa: Italia, Spagna, disposta a fare la domestica pur di aiutare la figlia a studiare. Agenzie locali promettono miracoli, in cambio di mille dollari, per ottenere visto biglietto e trasposto. Per ottenere quella cifra Irina chiederà un prestito da restituire ad una parente, e si abbasserà per ottenere il resto da un uomo che le piace, ma con il quale non può intraprendere una relazione; sesso in cambio di soldi, magari sesso affettuoso ma certamente umiliante.  Un gruppetto di donne, Irina, Valia, Luda si mettono in viaggio, che sarà lunghissimo e disagevole. Meta, Roma. Ovviamente le promesse non sono mantenute e il gruppo di emigrate si ritrova in un luogo sinistro, vicino alla stazione Termini, dove presumibilmente saranno vendute a chissà chi. Per una pura casualità a Ira capita la fortuna di essere scelta da Rosa, che vive in Toscana con  suo marito e il piccolo Federico; nella casa piena di libri, di civiltà, di benessere, gli  intellettuali progressisti accolgono una stupita Irina che comincia  con loro una vita diversa.
 
Trattata alla pari, incoraggiata, imparerà da Rosa non solo la lingua, la cucina, la professione, le abitudini, ma anche i diritti, suoi  e delle sue connazionali, per lo più schiavizzate e prigioniere di uomini che vogliono sedurle, e comunque approfittare della loro debolezza, fragilità, inesperienza, paura. La storia di Irina diventa emblematica di una condizione generalizzata, e descrive l’arrivo in Italia di migliaia di donne che provano a improvvisarsi badanti, domestiche, bambinaie, pur di far sopravvivere le famiglie che sono restate in Ucraina, divenuta “terra di nessuno”. Stefania Nardini non esita ad entrare nella psicologia del suo personaggio, rivelandone il cambiamento. Per soldi, e non per cuore, tutto diventa possibile in quegli anni difficili, anche il tradimento. Libro amaro, “Contraddizioni della storia, povertà e comunismo”, dice l’autrice, raccontando la storia simbolica di una donna, delle sue compagne, di uomini frustrati, ubriaconi, violenti, che hanno addossato alle loro donne l’obbligo di sottomettersi per sopravvivere. Prostitute, cubiste, donne finite prigioniere di vecchi mafiosi, o morte in fabbrica da schiave: uno scenario d’incubo di cui siamo stati tutti protagonisti, o peggio complici, e solo in qualche caso salvatori. Oggi l’Ucraina chiede di entrare nell’Unione Europea quando e se finirà la guerra. Scenari che questo piccolo libro interroga.
Altre sull'argomento
Il fuoco che ti porti dentro
Il fuoco che ti porti dentro
Antonio Franchini, Marsilio 2024
La condanna
La condanna
Walter Veltroni, Rizzoli, 2024
Quel che resta
Quel che resta
Virginie Grimaldi, edizioni E/O, 2024
La luce delle stelle
La luce delle stelle
Licia Troisi, Marsilio
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.