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Altro parere

Ognuno si sceglie i propri martiri

Redazione InPiù 18/04/2024

Altro parere Altro parere Alessandro Sallusti, il Giornale
“laria Salis, la giovane italiana agli arresti in Ungheria con gravi accuse, sarà candidata alle elezioni europee dal duo comunista Fratoianni-Bonelli di Sinistra Italiana”. Ne parla Alessandro Sallusti sul Giornale che aggiunge: “Nobile la motivazione: «Tutelare i diritti e la dignità di una cittadina europea». Nobile certo, se fosse vero che è un diritto non essere arrestati e processati dopo aver partecipato - vedremo nel corso del processo con quali responsabilità personali - a una caccia grossa a uomini di destra con l'intento, in parte riuscito, di spaccare loro la testa a sprangate. Se questo principio di «testimonianza» venisse adottato in modo esteso ci troveremmo con un Parlamento europeo formato a maggioranza da picchiatori pregiudicati che l'Europa la passerebbero a ferro e fuoco. Spiacevole, ma necessario, è infatti ricordare che Ilaria Salis ha quattro condanne passate in giudicato per violenza, resistenza a pubblici ufficiali e invasione di edifici oltre che ben ventinove segnalazioni all'autorità giudiziaria. Ognuno – scrive Sallusti - è libero di scegliersi i suoi martiri e i suoi eroi, ma se quello di llaria Salis è il curriculum ideale per la sinistra italiana, beh lo schiaffo non è tanto all'Europa (e all'Italia) bensì ai lavoratori e alle lavoratrici, ai precari, ai pensionati al minimo, ai disoccupati e a tutti coloro che il partito di Fratoianni dice di voler tutelare e che nonostante le difficoltà non si sono mai sognati di lanciare bombe molotov contro i poliziotti o partecipare a raid punitivi contro simpatizzanti di destra. «Beccati quattro condanne per violenza e sarai ricca» è il sottinteso di questa candidatura, che se andasse in meta farebbe guadagnare alla pregiudicata quattordicimila euro al mese alla faccia della rivoluzione proletaria del popolo oppresso contro le istituzioni borghesi. Per Sinistra Italiana il gioco (sporco) vale però la candela: calando la carta Salis, Fratoianni e Bonelli sperano nel miracolo di superare nelle urne la soglia minima del 4% necessaria per accedere al Parlamento europeo. Questa però – conclude - non è politica, è puro marketing elettorale, il marketing della disperazione che erge la violenza a valore pur di agguantare una poltrona ed esistere nel dibattito pubblico dal quale, senza Salis, sarebbero esclusi per manifesta inutilità”.
 
Luca Ricolfi, il Messaggero
Luca Ricolfi sul Messaggero parla dei danni degli smartphone sugli adolescenti: “Non è un momento felice per gli smartphone e per i social: da un anno a questa parte le voci che ne sottolineano ogni sorta di pericoli sono sempre più numerose. Perché solo adesso ci si accorge di quel che si sapeva già 10-15 anni fa? Perché fino a pochi anni fa solo un’esigua minoranza di studiosi e cittadini era disposta a riconoscere gli inconvenienti delle tecnologie della comunicazione? La ragione più importante – dice Ricolfi -credo sia che, per riconoscere i danni, abbiamo dovuto attendere che i danni stessi uscissero dal mondo ristretto dei laboratori, degli esperimenti scientifici e dei ragionamenti teorici, e si mostrassero – per così dire – in campo aperto. Il che significa: che potessimo vederli concretizzati, quei danni, sulla pelle, nei vissuti e nelle menti di un’intera generazione, quella che è entrata nell’adolescenza quando l’accesso ai social stava diventando di massa grazie allo smartphone. Come hanno ampiamente documentato gli psicologi americani Jonathan Haidt e Jean Tewnge, il punto di svolta è il triennio 2010-2012, allorché esce il primo vero smartphone (iPhone 4) e l’accesso ai social si sposta dal computer fisso allo smartphone stesso. Le cavie di questo colossale esperimento di psicologia sociale sono le ragazze e i ragazzi delle ultime due generazioni (Z e alpha) nate dopo la fine degli anni ’90, e di cui solo ultimamente abbiamo cominciato a percepire la fragilità, i limiti e le sofferenze. Quel che è successo è che, a un certo punto, il disagio è divenuto troppo tangibile perché si potesse continuare a negarlo, sottovalutarlo, o non riconoscerne le cause. A renderlo percepibile ha indubbiamente contributo la mera osservazione dei comportamenti giovanili, sempre più intrappolati nella morsa fra autolesionismo e aggressività, ansia e depressione, iperconnessione e ritiro sociale. È solo negli ultimissimi anni  - conclude - che è divenuta schiacciante l’evidenza statistica su precocità dell’uso dello smartphone, tempo medio di connessione, ubiquità della pornografia, diffusione dei più svariati sintomi di disagio, particolarmente gravi fra le ragazze”.
 
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