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Draghi al vertice Ue spacca le coalizioni

Le prospettive dell'ex premier ed ex presidente della Bce

L'Irriverente 23/04/2024

Draghi al vertice Ue spacca le coalizioni Draghi al vertice Ue spacca le coalizioni Col senno di poi, forse Mario Draghi avrebbe fatto meglio a non partecipare al convegno di La Hulpe organizzato dalla presidenza belga di turno della Ue. Sarebbe stato uno sgarbo, ma ci avrebbe almeno risparmiato le polemiche, solo italiane peraltro, sulla sua presunta candidatura o autocandidatura al prossimo vertice europeo, che sta spaccando le coalizioni: Meloni possibilista, Salvini contrario, Tajani imbarazzato perché sta nel Ppe e deve sostenere la candidatura Von der Leyen; all’opposizione Renzi e Calenda entusiasti, Schlein freddina perché deve sostenere il candidato del Pse Schmidt e Conte evasivo. C’è persino chi ha rimproverato a Draghi un passo falso, come quando fece intendere di essere interessato al Quirinale. Ma lui si e’ limitato a riassumere al convegno belga i contenuti del rapporto sulla competitività commissionatogli da Von der Leyen che presenterà alla Ue in giugno: non si è candidato a nulla.
 
Molti hanno sostenuto che prima di discutere di nomine bisognerà vedere i risultati delle europee di giugno. Vero e falso. Verissimo per il/la Presidente della Commissione, che dovrà ottenere la fiducia del nuovo Europarlamento. Non tanto vero per il prossimo Presidente del Consiglio europeo, che sara’ deciso dai 27 governi, pur nel quadro dei nuovi equilibri europarlamentari. E noi continuiamo a pensare che il ruolo più adatto a Draghi sia proprio quello di prossimo Presidente del Consiglio, cioè “presidente dei presidenti”, perche’ da li’ potrebbe convincere i governi ad accettare quel “salto in avanti” dell’Unione proposto nel suo rapporto. E in piu’, particolare non irrilevante, non priverebbe l’Italia, cioè il governo Meloni, di un commissario di peso, come avverrebbe se fosse nominato Presidente della Commissione. Dopo le elezioni toccherebbe ai maggiori Paesi, Germania, Francia, Italia e Polonia (i cui leader sono anche esponenti dei maggiori partiti europei) proporlo agli altri 23 soci. Missione non impossibile.
 
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