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La ragazza del Vaticano

Massimo Lugli e Antonio Del Greco, Newton Compton 2024

Ex libris - Elisabetta Bolondi 26/01/2024

La ragazza del Vaticano La ragazza del Vaticano Il libro di Massimo Lugli e Antonio del Greco, appena pubblicato da Newton Compton,  ha come  titolo “La ragazza del Vaticano”, e propone, in chiave romanzesca e se si vuole, un po’ fantasiosa, una ricostruzione della drammatica vicenda che coinvolse nella  scomparsa di una quindicenne cittadina di Città del Vaticano,  una serie di personaggi di primo piano compreso il papa Giovanni Paolo II, che sembrò prendere molto a cuore pubblicamente la sorte della ragazza rapita e mai più ritrovata. Nel romanzo della ormai consolidata coppia di autori, notissimo nerista il primo, commissario in pensione il secondo, la ragazzina quindicenne Emanuela Rinaldi, all’uscita dalla lezione di musica, sparisce e non fa ritorno a casa. Il padre è un impiegato del Vaticano, la famiglia comincia a fare appelli  riempiendo  Roma di manifesti che ritraggono la ragazza, per sollevare l’opinione pubblica contro questo misterioso rapimento che vede coinvolta forse la Santa Sede. Nella ricostruzione dei due scrittori, sono un alto prelato e un pubblico ministero del tribunale di Piazzale Clodio, due pervertiti che dietro una maschera che ne nasconde le sembianze, e con lo pseudonimo che li cela, Il Gatto e Il Gufo, sono due maniaci sessuali che rapiscono, torturano, violentano ragazzine, tossiche, zingare, che certamente non li denunceranno. Questa volta però il gioco non riesce perché il Gufo ha esagerato e la ragazza dopo essere stata seviziata muore nelle loro mani. Il giudice dottor Pietro Redini non può che mettersi nelle mani di Erichetto, capo della mala romana, che è palesemente ricalcato sul personaggio di Enrico De Pedis, detto Renatino, capo assoluto della famigerata Banda della Magliana. In un romanesco che riproduce  le abitudini, lo stile e la parlata  becera dei delinquenti romani, a partire dai soprannomi, Er Tenaglia, Zanzarone, Riccio,  Er Lama, Bufaletto, dove i traditori si chiamano Barabba, le pistole ferri, i dialoghi  sono infarciti di parolacce; Erichetto però è diverso.  Vestito con grande ricercatezza, “ E’ sempre stato quello che ragiona. Rolex d’oro, brillocchi, BMW, Mercedes, ville con piscina all’Infernetto: tutto merito suo. Se non fosse stato per lui, starebbero ancora a rapinare le banche e i portavalori.” Il capo indiscusso però ultimamente ha qualche problema di consenso presso i suoi alleati, soprattutto quelli di Ostia; infatti ha prestato grosse cifre al Vaticano, per finanziare il movimento di Solidarnosc, un pallino del papa polacco, e perciò le somme che non vengono ancora restituite sono un problema per i malavitosi che in carcere non vengono finanziati secondo i patti mettendo le loro famiglie alla fame. Lugli e Del Greco conoscono alla perfezione i meccanismi che si muovono nella capitale: commissariato di polizia, palazzaccio  di Piazzale Clodio, Questura, giornali che si occupano di cronaca nera. Le loro ricostruzioni sono attendibili, verificate da una lunga esperienza che rende verosimile un racconto che ha dell’incredibile ma che potrebbe essere una risposta al quesito mai risolto in decenni di ricerche: dov’è Emanuela? Cosa c’è dietro la sua scomparsa misteriosa che ha coinvolto senza successo diplomazie italiane e straniere, servizi segreti, investigatori, spie, i peggiori delinquenti della malavita romana? L’ ipotesi dei due autori del libro è azzardata ma forse veritiera: nell’epigrafe del romanzo è stata proposta una citazione appropriata di Epitteto: “Non troverai mai la verità / se non sei disposto ad accettare / anche ciò che non ti aspettavi di trovare. “ . Nel prologo si narra l’antefatto: una rapina ad un caveau dell’ elegante quartiere Fleming, a Roma Nord, con una serie di cassette di sicurezza spalancate e vuote: le autorità che intervengono, il dottor Alfonso Stellati, incaricato dell’indagine, e il PM Redini, a cui viene attribuita l’inchiesta, saranno i protagonisti della storia, raccontata in modo esemplare da Lugli e  Del Greco, con uno stile incalzante ed un ritmo narrativo ricco di suspence;  è fiction intrigante , ma se avessero ragione?
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