Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

La sveglia sulla difesa europea

Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani

Redazione InPi¨ 22/04/2024

In edicola In edicola Angelo Panebianco, Corriere della Sera
Angelo Panebianco sul Corriere della Sera parla di ‘sveglia’ per quanto riguarda la difesa europea: “La possibilità di dare vita a questo progetto dipende, si dice, dalle risorse disponibili e dalla volontà politica dei governi. È vero ma solo in subordine. Prima di tutto – scrive l’editorialista - è una questione di psicologia, ha a che fare con processi mentali. Perché tirare in ballo la psicologia? Perché nella mente di tanti europei sembra esserci un grumo che blocca la possibilità di comprendere che il passato è passato, che il mondo di ieri non esiste più, che occorre adattarsi alle nuove condizioni, che, per sopravvivere, occorre cambiare. Tanti europei sembrano incapaci di accettare il fatto che la sicurezza non è una condizione naturale né un regalo elargito loro da qualche misteriosa divinità e di cui potranno beneficiare indefinitivamente. L’inerzia mentale è comprensibile. Dalla fine della Seconda guerra mondiale gli europei sono stati consumatori di sicurezza anziché produttori. È grazie alla protezione militare americana che li liberava dall’onere di investire massicciamente nella propria difesa che gli europei hanno potuto sviluppare i loro costosissimi sistemi di welfare. Si sono abituati a credere – spiega Panebianco - che la sicurezza sia un pasto gratis. È necessario che i governi si impegnino nella sicurezza dell’Europa. Ma l’impresa può avere successo solo se prima, o almeno contestualmente, verrà eliminato quel grumo psicologico che impedisce a tanti (la maggioranza?) degli europei di comprendere che d’ora in poi, per la propria difesa, bisognerà pagare. Le ricette per mettere l’Europa in sicurezza in tempi ragionevoli esistono. Ma se non cambia la testa degli europei non si va da nessuna parte. L’integrazione europea, per tanto tempo, ha riguardato solo le élite, è andata avanti senza bisogno di chiedere il permesso al suddetto «popolo», il quale (tempi felici) era ben contento di usare l’Europa come un bancomat, di ricavarne benefici. Ma adesso le condizioni sono diverse. Non ci sono più pasti gratis, c’è un ticket da pagare. E quando il consumatore deve pagare lo fa solo se è convinto dell’utilità del servizio di cui intende usufruire. L’invasione dell’Ucraina sembrava avere dato la sveglia agli europei. Ma, poi, in molti è subentrata l’assuefazione e la voglia di tornare a dormire. Nel mondo nuovo – conclude - non ce lo possiamo più permettere”.
 
Luigi Manconi, la Repubblica
“Sarà bene che la vicenda relativa alla censura nei confronti di Antonio Scurati non venga dimenticata troppo presto”. Così Luigi Manconi su Repubblica parlando di ‘propaganda di corte’: “Si tratta – scrive l’editorialista - di qualcosa di molto serio e, a dimostrarlo, sono innanzitutto le strategie di dissimulazione adottate dalla destra politico-mediatica. Non è la “dissimulazione onesta” di cui scriveva Torquato Accetto a metà del XVII secolo, bensì quella infingarda della propaganda di corte e di cortile. Ed è proprio la presidente del Consiglio a indirizzare tale strategia o, se si preferisce, a tracciare il solco. La prima mossa consiste nello sfregio alla figura dell’avversario, Scurati in questo caso, riducendo la controversia a una questione di soldi. La seconda mossa dell’attività censoria punta sulla de-politicizzazione del caso: tutto si dovrebbe alla goffaggine e alla insipienza di un paio di funzionari della Rai che invece di ‘sopire, troncare’, avrebbero fatto deflagrare un episodio sostanzialmente irrilevante. Le parole di Antonio Scurati  - osserva Manconi - rappresentano il rovesciamento più radicale di un processo di ‘neutralizzazione’ del fascismo, in corso da decenni. In sintesi si può dire che una buona parte della destra italiana e del senso comune che la esprime ha ridotto il rifiuto del ventennio fascista alla critica verso il suo ultimo settennato: dalla proclamazione delle leggi razziali del 1938 all’entrata in guerra e alla sconfitta del 1945. Scurati aggredisce questo nodo, indicando nell’assassinio di Giacomo Matteotti una sorta di atto fondativo del regime, mostrandone l’intima natura di sopraffazione e di violenza. Ma il punto più incandescente del monologo è là dove lo scrittore evidenzia reticenze e contraddizioni di Meloni e del suo giudizio storico e politico sul fascismo. Qui, la reazione dell’apparato mediatico della destra non lascia dubbi: emerge nitidamente un grumo oscuro e un rimosso che rivelano l’indicibile di una mancata elaborazione del rapporto con il passato e con i suoi fantasmi. Non si spiega altrimenti la riottosità psicologica e politica a dire l’antifascismo e a dirsi antifascisti. Per questo la censura nei confronti di Scurati deve preoccupare, così come non lasciano tranquilli alcuni episodi raccontati da Roberto Saviano e la querela di Giorgia Meloni nei confronti di Luciano Canfora. In gioco – conclude - c’è né più né meno che la libertà di pensiero e di espressione”.
 
 
Federico Geremicca, La Stampa
Federico Geremicca sulla Stampa commenta il dietrofront di Schlein sul proprio nome sulla scheda alle elezioni europee: “Un’alzata di scudi in nome dei Sacri Princìpi, ed Elly Schlein non ha potuto che prenderne atto e fare un passo indietro: però, adeguandosi, ha voluto far sapere che quella che si è svolta le è parsa «una bella discussione». E così – sottolinea l’editorialista - la «ferita alla democrazia» evocata da Romano Prodi non è dunque del tutto sanata però la segretaria sarà sì candidata, ma non ovunque. E il suo nome, soprattutto, non sarà nel simbolo elettorale del Pd. Per la Schlein si tratta di una evidente sconfitta, con un chiaro avvertimento per il domani: non esagerare, perché il partito siamo ancora noi. In Italia si parla di partito personale dal 1994 cioè da quando Silvio Berlusconi scese in campo travolgendo gli avversari. La politica si è trasformata quasi ovunque (seguendo i cambiamenti della società) ed è ormai fatta quasi ovunque di duelli. Le sfide elettorali vanno ormai così: un programma contro un altro programma. Ma soprattutto una faccia contro un'altra faccia. Può non piacere, ma non si può non tenerne conto. L’alternativa – temiamo – è aspettare che tornino il clima e i tempi della Prima Repubblica, quando i capi di governo venivano scelti dopo il voto e gli equilibri nei partiti decisi in interminabili caminetti. Non siamo certi che fosse meglio: e in ogni caso – osserva Geremicca - per un partito politico, il punto resta sempre quello di guardare quotidianamente in faccia alla realtà. Per i democratici l’operazione non è semplice, perché su qualunque cosa occorra assumere una decisione si ha la conferma che il Pd resta ancora due o tre partiti faticosamente tenuti assieme. Che si parli di diritti o di pace – per dire solo dei casi più insidiosi – le posizioni spesso divergono: talvolta perfino nei voti parlamentari (in Italia e in Europa). Ma non è aggrappandosi ad antichi riflessi condizionati, al rispetto della tradizione (quale tradizione, poi?) o alla strumentale nostalgia del tempo che fu che i democratici ritroveranno lo slancio per farsi riferimento dell'intera opposizione. A meno che tutto questo non sia solo un preparare il terreno. È dal giorno dopo l'elezione di Elly Schlein, infatti – conclude - che correnti e capicorrente sussurrano che il suo destino si sarebbe deciso con le europee. Ecco, ci siamo”.
 
Altre sull'argomento
Il bivio di Giorgia in Europa
Il bivio di Giorgia in Europa
Sostenere la Von der Leyen o unificare le destre (soprattutto la Le Pen)
Se la Francia inceppa l'Europa
Se la Francia inceppa l'Europa
Francia in subbuglio in vista delle elezioni del 30 giugno volute da Macron
Agenda della settimana
Agenda della settimana
Giorgia Meloni sarÓ oggi a Bruxelles per la cena informale dei capi di ...
 Sunak:
Sunak: "Con Giorgia un rapporto speciale"
Antonello Guerrera, La Repubblica, 15 giugno
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.