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Altro parere

Il doppio standard che alimenta la guerra

Redazione InPiù 16/04/2024

Altro parere Altro parere Lorenzo Kamel, il Manifesto
‘Il doppio standard che alimenta la guerra’. Ne parla Lorenzo Kamel sul Manifesto: “Si possono avere opinioni molto diverse riguardo quanto sta accadendo tra Iran e Israele, ma tutte dovrebbero fare i conti con un dato storico: per secoli l’Iraq ha rappresentato il principale argine all’influenza dell’Iran in Medio Oriente. Gli attori che, con tesi infondate, hanno portato al collasso dell’Iraq – e dunque permesso all’Iran di aumentare esponenzialmente la propria influenza nella regione - sono gli stessi che chiedono un intervento deciso per limitare l’influenza di Teheran. La mancanza di visione e le contraddizioni insite negli errori del passato sono visibili anche in rapporto alla più stretta attualità. Quando Israele ha attaccato il consolato iraniano a Damasco (1 aprile), nessuno dei paesi occidentali ha condannato l’aggressione, o avallato l’intervento dell’Onu, come se le autorità israeliane avessero compiuto un’azione giusta o, al più, opinabile. Per contro – aggiunge - quando l’Iran ha minacciato (e poi implementato) una risposta, i paesi occidentali sono intervenuti in modo solerte, appoggiando l’intervento dell’Onu. Ciò richiama alla mente anche la questione delle armi nucleari. L’unico paese ad aver usato ordigni nucleari contro civili (gli Stati uniti), e l’unico stato finora dotato di armi nucleari in Medio Oriente (Israele), mettono da tempo in guardia sui pericoli e l’immoralità insita nel fatto che l’Iran possa dotarsene. Su un piano più regionale, Israele, per la prima volta dai tempi di Nasser, ha un rivale che sembra disposto ad affrontarlo militarmente. Pur nella consapevolezza dello squilibrio delle forze in campo, le milizie finanziate da Teheran in Yemen, Iraq, Libano e Siria hanno dimostrato di riuscire a colpire in modo asimmetrico il cuore degli interessi americani e israeliani nella regione. Come se ne esce? Non esiste una ricetta univoca, ma un ruolo cardine lo dovrà avere la comunità internazionale. Dopo aver ignorato la risoluzione 2728 che chiedeva un cessate il fuoco a Gaza, la rappresaglia iraniana ha spinto Israele a richiedere un intervento d’emergenza del Consiglio di Sicurezza Onu. È un fatto positivo che le autorità israeliane abbiano implicitamente ricominciato a considerare come utili le decisioni dell’Onu”.
 
Salvatore Merlo, il Foglio
Salvatore Merlo sul Foglio cita ironicamente una scena tratta da Fantozzi (la scoperta del tradimento della moglie Pina) e scrive che “la cara immagine c’è tornata in mente ieri mattina quando abbiamo letto in un retroscena su Repubblica la seguente notizia: ‘Schlein ha capito che l’obiettivo di Conte è far male al Pd’. Nientemeno. La segretaria del Pd ha l’impressione, diciamo di più: il sospetto, che l’onorevole Giuseppe Conte abbia in animo di danneggiare il suo partito. Per quali misteriosi segni ella, cioè Elly, se ne sia accorta, non riusciamo a immaginare. Sarà perché Conte ha descritto il Pd come il partito del malaffare? O sarà perché non vuole sostenere nessun candidato del Pd da nessuna parte? Chissà. Il fatto è che a questa donna non si può nascondere nulla. Ha aperto tutti i cassetti e ha trovato gli sfilatini. Ella, anzi Elly, è una logica. Una deduttrice acutissima, il cui motto, pronunciato col gelido sorriso del detective, è: ‘Elementare, Elly’. Dunque – osserva Merlo - Conte adesso non può pensare di passarla liscia, e non può credere di fare lo spiritoso (‘Schlein stia serena perché non chiederò la leadership del centrosinistra’, le ha detto all’incirca lunedì sera). Il fatto è che ora arriva la reazione del Pd. La risposta. Ragione per la quale la segretaria democratica, solitamente cauta nelle valutazioni e restia al rischioso uso di formulare considerazioni affrettate, l’altro giorno ha compiuto una gita alla sede romana della stampa estera durante la quale è apparsa insolitamente meditabonda. Avvicinandosi ai microfoni, lentamente, pensando a una a una le sue parole, questa donna che la Provvidenza non ci ha inviato ma ci invidia, ha detto che ‘il campo largo non è così morto’. Pensate ciò che vi pare, ma queste sono parole durissime per Conte. Uno schiaffo. Come queste altre: ‘Nessuno osi fare del Pd una macchietta’. Tiè. E ancora: ‘L’alleanza è larga in ventidue comuni su ventisette’. Bum. ‘L’alleanza tiene’. Botte da orbi. La strategia politica, a Schlein, è sempre costata molto, ma non l’ha mai tradita. E non si dica che offre al suo aguzzino uno sguardo rattrappito e disarmato. Ella, cioè Elly, mostra anche questa volta di possedere la forte personalità di una larva, il vigore brutale di una crisalide e il passo energico e spedito di un baco da seta. Conte è già al tappeto”.
 
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