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La cuoca di Radeztky

Stefano Jacini, La Nave di Teseo, 2024

Ex libris - Elisabetta Bolondi 23/02/2024

La cuoca di Radeztky La cuoca di Radeztky La cuoca di Radeztky, di Stefano Jacini, esce per La Nave di Teseo, e racconta il rapporto tra una giovane donna, Giuditta, che fa la cuoca a Milano nel palazzo Arconati, dove si è installato il  Generale Joseph Radetzky, Feldmaresciallo del Lombardo Veneto. La particolarità  del romanzo è la voce narrante, il conte Giuseppe Prina, che era stato ministro delle finanze durante il regno d’Italia, durante l’epopea napoleonica, morto oltre venti anni prima in modo  violento, e che ora fa da narratore super partes seguendo le vicende, pubbliche e private che sono al centro del nostro Risorgimento. I personaggi minori, lo stalliere e poi maggiordomo Filippo, la spia Rinose, Fraulein Peppina, la governante di Sua Eccellenza, il figlio di Mozart, Carl Thomas, contabile nell’Istituto Imperial Regio del regno Lombardo, Raffaella, cameriera in casa della Contessa Clara Maffei, e soprattutto la protagonista Giuditta, che da cuoca diviene l’amante del Feldmaresciallo e madre di ben quattro figli, anche se bastardi, raccontano la storia dal loro punto di vista. Nelle pagine del romanzo passano la storia, la cultura, la politica, la musica, la letteratura, la pittura,  i personaggi più significativi della storia europea dell’800. A partire proprio dall’avventura di Napoleone  e della sua tragica fine, incontriamo coloro che hanno contribuito a costruire l’idea dell’indipendenza italiana, e quanti  vi si sono fieramente opposti: gli Austriaci che dominano il Lombardo Veneto con pugno di ferro,  quelle di un militare anziano e severo, Radetzky appunto, che viene qui ridimensionato raccontando la vita privata dell’uomo:  solo, ha lasciato la moglie ubriacona a Verona, è lontano dal potere, la corte viennese non sembra amarlo troppo, si consola con l’ottima cucina milanese, risotto e ossobuco e altre prelibate leccornie che la formosa e sorridente Giuditta gli prepara. Presto dalle padelle e dal cibo appetitoso la ragazza passerà nel letto di Sua Eccellenza, di cui si innamora, e formando una vera famiglia vivrà a fianco del padre dei suoi quattro figli, consigliandolo e appoggiandolo anche nella sua non facile presenza a Milano. Intanto l’Europa si prepara alla rivoluzione del 1848, a partire dalla stessa Vienna, dove è appena salito al trono il giovane Francesco Giuseppe, e presto anche Milano insorge, tenendo in scacco la stessa guarnigione austriaca, costretta a ritirarsi nel Quadrilatero. Nel romanzo alla fantasia dell’autore si affiancano personaggi storici: Carlo Alberto di Savoia e suo figlio Vittorio Emanuele II, Giuseppe Verdi, Rossini,  Vincenzo Bellini, il pittore Hayez. E poi c’è Balzac in visita a Milano, a cui non piace il romanzo di Manzoni: trova la trama dei Promessi Sposi un po’ debole, ma comunque visita lo scrittore,  che vive con la  seconda moglie Teresa Stampa. E poi ci sono le visite a casa Trivulzio, le serate nel salotto di Clara Maffei; nell’atelier di una francese, il Salon Cardillac, con la scusa degli abiti per le aristocratiche si tramano congiure contro la dominazione austriaca; lì si riuniscono le adepte al club delle Giardiniere, e un giorno anche la bella Giuditta potrà vestirsi in quel covo di nobildonne progressiste. Il romanzo si legge con grande piacere, soprattutto per i risvolti da backstage, che ci raccontano la storia minuta del quotidiano di personaggi che i libri di storia hanno ammantato di retorica, facendone intravedere difetti e contraddizioni. Le prime della Scala, i balletti, le primedonne, Giuseppe Giusti e le sue poesie satiriche, il divorzio della contessa Maffei, testimoni Giuseppe Verdi e Giulio Carcano, l’arrivo sul soglio pontificio di Pio IX, finalmente un papa liberale. E infine le barricate delle Cinque Giornate, con i mobili accatastati per fermare gli austriaci, la fuga di Radetzky, l’arresto di Giuditta, i cambi di casacca. Poi si sa come è finita, ma il libro è una miniera scoppiettante di sorprese, di interventi dei personaggi più importanti del tempo, fra le note del coro del Nabucco che echeggiano in città. Libro di piacevolissima lettura, un ripasso di storia dell’800 visto con ironia, divertimento, intelligenza. Un modo originale di raccontare i nostri mostri sacri.
 
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