Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Luci e ombre del Trattato del Quirinale

Collaborazione mediterranea e cooperazione economica tra i pilastri dell'intesa con la Francia

Rocco Cangelosi 23/11/2021

Luci e ombre del Trattato del Quirinale Luci e ombre del Trattato del Quirinale La prima cosa che colpisce del Trattato del Quirinale è la segretezza fin qui mantenuta in merito ai suoi contenuti, tanto da suscitare dubbi e perplessità nel Parlamento, tenuto finora all'oscuro sui negoziati. Il che appare ancora più strano se si considera che il Trattato, che sarà solennemente firmato al Quirinale giovedì prossimo, dovrebbe essere sottoposto a ratifica parlamentare. L'ultimo trattato segreto firmato dall'Italia, in regime parlamentare, che si ricordi a memoria d'uomo, è il Patto di Londra con il quale il Governo Salandra il 26 aprile 1915 definì le condizioni per l'entrata in guerra a fianco degli Alleati, abbandonando la Triplice alleanza alla quale il nostro Paese era stato legato per oltre 30 anni. Non siamo certamente a questo punto, ma il mistero che circonda il Trattato non ha mancato di alimentare le voci più disparate, offrendo ai sovranisti il destro per denunciare la “svendita” degli interessi italiani alla Francia.
 
Quanto ai contenuti, le notizie maggiori vengono da Oltralpe. Il testo prevede il coordinamento dei due Paesi in materia di politica europea ed estera di sicurezza e difesa, di politica migratoria, di economia, ricerca, cultura e cooperazione transfrontaliera. Il Trattato, soprattutto nella concezione italiana, avrebbe dovuto essere modellato ad immagine e somiglianza dei Trattato franco- tedesco dell'Eliseo, ma molti indizi lasciano ritenere che il tono sarà minore e difficilmente potrà realizzare una cooperazione stretta come quella franco-tedesca. I punti di forza dovrebbero riguardare soprattutto la politica mediterranea nell’accezione più vasta, con particolare riguardo alla Libia e alle politiche migratorie. L'altro pilastro riguarderà l'economia, dove gli interessi dei due Paesi convergono nel contenere il surplus delle esportazioni tedesche e nel negoziato che dovrà ridefinire i criteri del patto di stabilità e crescita per l'Eurozona. Particolarmente delicato il capitolo della politica industriale e delle collaborazioni nel campo della difesa, dove la Francia mantiene una netta egemonia cui difficilmente vorrà rinunciare, come dimostra il caso STX- Fincantieri. In ogni caso le intese raggiunte potranno servire a stabilire un quadro di collaborazione per evitare scalate ostili nei settori più sensibili ed eventualmente coordinarsi per far fronte a iniziative di oltreoceano, come l'opa di Kkr su Tim. Al di là dei contenuti, si pone infine un problema di strategia generale nel quadro della politica europea. La Francia, firmataria sia del Trattato dell'Eliseo che di quello del Quirinale, diverrebbe di fatto il baricentro delle relazioni con la Germania, nei confronti della quale l'Italia dovrebbe ricercare a sua volta  un quadro analogo di consultazione per chiudere il cerchio e definire un contesto equilibrato dei rapporti italo-franco-tedeschi.
 
Altre sull'argomento
Pazza idea: Draghi al Colle, Mattarella a Chigi
Pazza idea: Draghi al Colle, Mattarella a Chigi
Una soluzione ôestremaô che potrebbe mettere tutti d'accordo
Il rischio del derby Quirinale
Il rischio del derby Quirinale
Domani ci potrebbe essere la gara tra due candidati contrapposti
L'intesa che serve
L'intesa che serve
Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani
 Contundente
Contundente
Pane e acqua
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.