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Pompeo a Roma in “missione elettorale“

Allarme Usa per i rapporti con la Cina del nostro governo e del Vaticano

Rocco Cangelosi 30/09/2020

Pompeo a Roma in “missione elettorale“ Pompeo a Roma in “missione elettorale“ La missione mediterranea di Mike Pompeo in piena campagna elettorale per le presidenziali si ripropone di dare un assist a Donald Trump, centrando un triplice obbiettivo. In primo luogo, porre le basi per una mediazione americana nella controversia greco-turco-cipriota sulla delimitazione delle zone economiche esclusive, disinnescando un potenziale conflitto interno alla Nato e proponendo gli Usa come  soggetto imprescindibile per ogni iniziativa di pace, dopo il successo dell’apertura delle relazioni diplomatiche  tra Emirati e Israele
 
L'obbiettivo principale della sua visita a Roma, iniziata oggi, riguarda soprattutto i rapporti del nostro Governo e della Santa Sede con la Cina. Pompeo  intende richiamare senza mezzi termini il Governo Conte all'ordine su alcuni aspetti della collaborazione con Pechino, che rischierebbero di mettere a repentaglio la sicurezza degli alleati Nato. Si tratta in particolare della questione del 5 G e dei porti di Taranto e Trieste attenzionati da parte cinese nel quadro della iniziativa One belt One road, nota come Via della seta. Ma  il clou della sua visita a Roma avrebbe dovuto essere un incontro col Papa per manifestare la disapprovazione di Washington sull'accordo concluso dalla Santa Sede con Pechino in merito all'annosa  questione della nomina dei vescovi e della tutela dei cattolici in Cina. Ma Bergoglio non ha voluto prestarsi a questo gioco e ha indirizzato l'illustre ospite ai suoi naturali interlocutori ovvero il Segretario di Stato Parolin e l'arcivescovo Gallagher segretario per i rapporti con gli Stati. Dietro il diniego di Papa Francesco, peraltro assolutamente corretto sotto il profilo protocollare, si nasconde non solo il fastidio per l'intervento a gamba tesa di Trump nel difficile e delicato equilibrio raggiunto dalla Santa Sede con Pechino, ma anche una presa di distanza nei confronti dell'Amministrazione statunitense schieratasi a sostegno della Chiesa cattolica americana notoriamente critica nei confronti di Bergoglio e incline a favorire tendenze scissionistiche agitate da vari esponenti della destra cattolica politica e religiosa.
 
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