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L'amore non lo vede nessuno

Giovanni Grasso, Rizzoli 2024

Ex libris - Elisabetta Bolondi 26/04/2024

L'amore non lo vede nessuno L'amore non lo vede nessuno A Civello, nei pressi di  Milano, nella chiesa dei santi Cosma e Damiano, in una caldissima mattina di giugno si  svolge il funerale di Federica, una giovane donna morta in un incidente d’auto, da lei  guidata a forte velocità.  Piangono la vita spezzata di una donna giovane, bella, ambiziosa, elegante, ammirata, il padre, la sorella maggiore Silvia, con il marito e le due bambine, e tanti colleghi giunti da Milano: fra loro appare un uomo maturo, austero, elegantemente vestito di scuro, uno sconosciuto che Silvia nota perché gli appare  commosso sinceramente per la morte di sua sorella. Al cimitero troverà fiori e un biglietto d’amore, siglato con una P. Silvia capisce di non sapere nulla della vita di sua sorella, di non conoscerne gli amici, di ignorare come potesse permettersi una vita lussuosa, abiti, viaggi, vacanze, con il suo lavoro di antiquaria. La curiosità la spinge ad indagare e a scoprire che l’uomo misterioso, con una Mercedes scura, visita la tomba di Federica.  I due si  incontrano e stabiliscono un patto: l’uomo accetta di vedere la sorella della donna di cui era stato perdutamente innamorato, purché lei non indaghi sulla sua misteriosa identità, e si accontenti di appuntamenti clandestini, una volta alla settimana, di una sola ora: lui si dichiara disponibile a rispondere ad ogni domanda che riguardi la sua storia d’amore molto complicata con la bella Federica, durata in modo clandestino per oltre un anno, ma ormai conclusa. Da qui in avanti la storia si fa inquietante, piena di colpi di scena, molto perturbante: ne escono due personalità molto distanti, destinate a vivere una relazione amorosa intensa, contraddittoria, a volte  molto scabrosa, di cui l’uomo di cui continuiamo a conoscere solo l’iniziale del nome, P, non fa mistero: Federica ne esce come una donna dalla personalità contorta, manipolatrice, esigente, pronta a richieste esorbitanti all’uomo che ne è totalmente soggiogato, disposto per lei anche all’umiliazione,  ad accettarne bugie e  tradimenti, pur di continuare a possederla. Gli appuntamenti per Silvia divengono un’ossessione: nello sforzo di conoscere sua sorella, si avvicina all’uomo misterioso, è rapita dal suo fascino, dalla cultura, dalla profonda sensibilità: lei,  piccola provinciale, è irretita dall’uomo che legge, ascolta musica, cita testi a lei sconosciuti, è ammantato da un’aura di mistero che la fa  confrontare con la sua vita piatta, il  quotidiano tanto noioso quanto la vita di sua sorella gli appare ogni volta una scoperta sconvolgente: un anello prezioso, abiti, scarpe, borse, biancheria, tutto stipato nell’appartamento milanese dove Federica è vissuta, non raccontano troppo della sua vita:  in fondo ad un cassetto però, Silvia farà una scoperta destinata a ribaltare la storia. Giovanni Grasso ha scritto un romanzo che  affascina soprattutto nella seconda parte, quella che svela il mistero dell’identità di P, quella che chiarisce molto delle grandi contraddizioni che attraversano la nostra contemporaneità. Il peccato, la trasgressione, la sessualità fuori dalle regole, la passione ossessiva, l’ambizione nel voler raggiungere un amore assoluto, il vero amore, sono questi i temi che l’autore dibatte servendosi di una efficace e consolidata  forma romanzesca: in questo modo i lettori si trovano a confrontarsi  con temi religiosi, etici,  sociali, filosofici, psicologici, con grande libertà. Giovanni Grasso racconta un pezzo di storia che somiglia a quella di tanti che hanno vissuto in silenzio e con dolore vicende analoghe a quelle che il libro mette in scena. Trasgredire le regole, venir meno agli impegni presi, essere travolti dalla sensualità, soffrire, ricercare la verità, ritornare sui propri passi, affrontare l’incognito, confrontarsi con le proprie pulsioni umane, anelare ad un amore totale, seguire la propria vocazione: di questo ci parla con profonda consapevolezza Grasso, e parla davvero  a tutti noi.
 
“ Attraversare il male ci fa capire meglio il valore del bene, allo stesso modo conoscere i grandi errori del passato ci spinge a cercare con più forza la verità…”
 
In questa frase mi è sembrato di cogliere il senso più sincero  del libro, un messaggio di speranza, quello che sulla copertina  campeggia come una domanda centrale “Da dove viene l’amore?”, che trova nelle pagine del romanzo una sua risposta, un’interpretazione coraggiosa e  certamente originale.
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