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Italiani più longevi, ma con meno soldi

… lo scenario del benessere secondo Mef e Istat

Giuseppe Roma 05/04/2024

Italiani più longevi, ma con meno soldi Italiani più longevi, ma con meno soldi Il Ministero dell’Economia, nel formulare le linee di programmazione economica, con la riforma della legge di bilancio del 2016, è impegnato a considerare gli effetti delle politiche sui livelli di benessere dei cittadini. Dalla settima relazione appena consegnata al Parlamento emerge un quadro interessante soprattutto perché basato su dati reali e non sulle ricorrenti valutazioni soggettive registrate nei sondaggi. Lo scenario, seppur sintetico in quanto basato su 12 indicatori, presenta due andamenti divergenti con un peggioramento della situazione economica delle famiglie e un miglioramento sotto il profilo più strettamente individuale. Il reddito disponibile pro capite fra il 2004 e il 2022 è diminuito al netto dell’inflazione dell’11,3%. Ma dietro l’andamento di questo valore medio non emerge un aumento delle diseguaglianze, quanto una crescita della povertà. Nel 2004 il reddito equivalente totale del 20% più ricco della popolazione era 5,6 volte quello del 20% più povero. Nel 2022 è rimasto più o meno eguale con un valore di 5,8. La povertà assoluta nei soli ultimi dieci anni ha, invece, visto crescere la sua incidenza dal 6,9% degli individui al 9,7%, anche in relazione all’evoluzione del modello di consumo cui si riferisce questo tipo d’indicatore. Negli ultimi vent’anni quindi il benessere economico in Italia è regredito per tutti, mantenendo pressoche immutati i differenziali esistenti.
 
Sono, tuttavia, cresciute in modo generalizzato le esigenze riconosciute come vitali: dalla comunicazione, alle vacanze, dalle assicurazioni alla salute. Una soglia di spesa più elevata con redditi decrescenti inevitabilmente lascia fuori più persone, allargando il perimetro della povertà. Migliorano decisamente gli indicatori di benessere legati alla persona, soprattutto la speranza di vita in buona salute passata da 56 a 60 anni, con la quota di popolazione in eccesso di peso leggermente diminuita attorno 45% del totale. Divergenti, infine, anche gli indicatori in campo ambientale. Le emissioni di CO2 si sono ridotte fra 2008 e 2022 da 9,9 tonnellate equivalenti per abitante a 7,3, ma è aumentato l’abusivismo edilizio, da 13 edifici su 100 agli attuali 15. Questi numeri, certo non esaustivi per descrivere il benessere della società italiana, dovrebbero quanto meno sollecitarci a non indulgere nella ripetizione di slogan e luoghi comuni abusati su diseguaglianze ed ecologia. Sbagliando le diagnosi si rischia di accoppare il malato.
 
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