Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Perché sale il prezzo dei carburanti

In Europa si sta riducendo la capacità di raffinazione

Claudio Di Donato 03/05/2024

Una stazione di rifornimento Una stazione di rifornimento Il prezzo di benzina e gasolio continua a salire e solo in parte l'aumento si spiega con l'andamento delle quotazioni del greggio. Le cause principali sono i profondi cambiamenti che sta vivendo il settore della raffinazione a livello globale. Le dinamiche tuttavia non sono omogenee e in estrema sintesi si può affermare che l'Asia sta sperimentando una fase di frizzante sviluppo, l'Africa è in cerca di riscatto, mentre l'Europa è vittima di una lenta (nemmeno troppo) agonia. Nel vecchio continente sono state chiuse 30 raffinerie in poco più di un decennio e tra le 87 ancora in funzione molte avrebbero bisogno di ingenti investimenti per l'ammodernamento degli impianti. Un recente studio della Wood Mac stima che il 21% della capacità di raffinazione nel mondo (465 impianti) è destinato alla chiusura e la quota a rischio è concentrata in Europa e Cina sulla base dei margini netti, costo emissioni e investimenti ambientali. In particolare, sono 11 le raffinerie europee che potrebbero chiudere i battenti entro pochi anni.
 
La stagnazione dei consumi di prodotti finiti (solo la benzina è in costante crescita da oltre un anno) preme sui margini industriali, in particolare sugli impianti obsoleti e nel caso italiano (secondo paese in Europa dopo la Germania per capacità di raffinazione) 2-3 siti sono in grande sofferenza. Il margine lordo della rete italiana tra il 2022 e l'anno scorso è sceso in maniera sensibile e oggi si attesta intorno al 9% per la benzina e al 12% per il gasolio. Gli impianti italiani e i principali europei dovranno poi fare i conti con la nuova mega-raffineria Dangote in Nigeria, che potrebbe mettere fine al commercio di benzina dall'Europa all'Africa che vale circa 17 miliardi di dollari l'anno. Le trasformazioni del mercato della raffinazione tuttavia non sembrano entrare nel dibattito continentale sulla transizione green e nello specifico sulla mobilità elettrica che ormai è diventato un terreno di scontro politico in Europa, molto concentrato su titoli ad effetto e scadenze ma poco su come gestire un processo così profondo. Un vero peccato, perché ciò che muove il mondo non è il petrolio, ma i prodotti finiti dell'oro nero. E le previsioni annunciano burrasca in arrivo per gli automobilisti italiani ed europei.
Altre sull'argomento
I segnali economici degli Usa
I segnali economici degli Usa
Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.