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Divina

Patrizia TamÓ, Rizzoli, 2024

Ex libris - Elisabetta Bolondi 10/05/2024

Divina Divina Divina di Patrizia Tamà, Rizzoli 2024
Patrizia Tamà pubblica “Divina”,  libro ricchissimo di informazioni, aneddoti, spunti biografici, nel quale ricostruisce la vita amorosa, e non solo, di Eleonora Duse.  Pubblicato da Rizzoli col sottotitolo “I due cuori di Eleonora Duse”, il libro sottolinea la scelta coraggiosa dell’autrice di raccontare la tumultuosa relazione fra l’attrice e Gabriele D’Annunzio, ma anche, con molti dettagli inediti, quella che travolse la Duse non più giovane,  con la poetessa ravennate Procula Poletti, detta Lina o Ali, con la quale l’attrice visse un’esperienza scandalosa davvero, e della quale si è parlato poco nelle numerose biografie   dedicate alla maggiore attrice di teatro del secolo scorso. Alla fine del volume l’autrice elenca i personaggi che compaiono nella lunga narrazione, tanti, significativi, importanti nella storia letteraria, artistica, teatrale, che permeò l’atmosfera culturale europea al passaggio del secolo. La Duse intrattenne un rapporto epistolare intenso con Arrigo Boito, che le rimase sempre vicino anche negli anni tumultuosi della vicenda che travolse la vita affettiva e sentimentale della Divina, messa a dura prova nel rapporto con Gabriele D’Annunzio. I due si incontrano a Venezia, in gondola, e Venezia resterà sempre il luogo prediletto dell’amore sconfinato tra i due personaggi tanto estremi quanto geniali, protagonisti assoluti di un tempo di passioni, trasgressioni, scandali, tradimenti. La cosa che più colpisce nella narrazione di Patrizia Tamà è lo scavo profondo che è riuscita a compiere, studiando, esplorando documenti, lettere, biglietti, per documentare un tratto significativo della Belle Epoque, di cui tanto il Vate quanto la Divina furono personaggi eminenti; l’autrice rievoca in modo romanzesco pezzi di storia letteraria notissimi, significativa la gita dei due amanti nella pineta pisana, scenario da cui scaturisce la celebre lirica di D’Annunzio “La pioggia nel pineto”. Altro momento significativo è la citazione del quadro di Moreau, da cui si muove la narrazione nella “bibbia” del Decadentismo, il romanzo “A rébours” di Huysmans: la marchesa Alessandra di Rudinì, che ha scalzato Eleonora tra le braccia di D’Annunzio, travestita da Salomè, ruba la scena alla Divina, disperata. Ghisola e Ariel, si chiamano i due amanti, tra giuramenti e tradimenti, in giro per l’Europa, Parigi, Londra, Berlino, Milano, Capri, Roma, Napoli, Ravenna,Palermo,  ma anche Alessandria d’Egitto, Atene, New York. Nelle pagine del libro vi sono luoghi leggendari, la villa San Michele  a Capri, dove Eleonora incontra il medico svedese Axel Munthe, il caffè Gambrinus a Napoli, dove prendono il tè e le sfogliatelle Eleonora con l’amica Matilde Serao, il Danieli di Venezia, dove nella suite a lui destinata Gabri incontra l’amata Ghisola per l’ultima volta; l’Hotel Hassler di Roma, sulla Trinità dei Monti,  la Ca’ Frollo a Venezia, luogo appartato di piaceri sulla Giudecca, dove si consumano la passione sessuale, ma anche le liti furibonde con la maschiaccia Ali, poetessa anticonformista, provocatrice, che inserita dalla Duse nell’ambiente più raffinato  della cultura del momento, tra mecenate americane e poeti, Rainer Maria Rilke e  il giovane pianista Rubinstein, dà scandalo con la sua presunzione di drammaturga e il suo disprezzo per le convenzioni borghesi. Lacerando il cuore della Divina, ormai anziana, fuori dalla scena teatrale. Molta attenzione l’autrice pone nel descriverci lo stile di Eleonora, che veste gli abiti di Worth, quelli  pensati per lei da Mariano Fortuny, indossa kimono di seta senza biancheria, si copre con grandi cappelli con veletta che la celano agli occhi di un pubblico affamato di immagini della celebre attrice, che invece, quando non è in scena, si nasconde, dedicando la sua potente sensualità alle sue passioni, siano esse per il Vate, o per la giovane donna che la fa fremere di piaceri nuovi,  che credeva sopiti. Libro fascinoso, interessante, molto coinvolgente, che ci trasporta nella parte più densa di cultura degli anni che precedono la grande guerra, facendoci incontrare oltre ai personaggi protagonisti, anche tutto un ambiente internazionale che mostra Gertude Stein e Alice Toklas, Picasso, Gegè Primoli , Sibilla Aleramo, Scarfoglio e Serao, Ermete Zacconi e Irma Gramatica, Hugo von Hofmannsthal e Max Reinhardt, Filippo Tommaso Marinetti e Ugo Ojetti, come protagonisti di una temperie culturale ricca e irripetibile. Un libro veramente pregevole.
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