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Paradossi all'italiana

Precariato, lavoro che manca e immigrazione governata dalla paura

Carlo Borgomeo 10/05/2024

Paradossi all'italiana Paradossi all'italiana Da sempre siamo abituati alle denunce, spesso drammatiche, sul lavoro che manca. Anche se recentemente i dati sull’occupazione sono un po’ più incoraggianti, si fa tuttavia presente che il tasso di disoccupazione è ancora troppo alto, che vi è troppo precariato, troppo lavoro di bassa qualità. Da tempo, soprattutto al Sud, si segnala con giusta preoccupazione il gravissimo problema dell’esodo massiccio di giovani. Intanto da un po’ di tempo, in modo crescente, si leva un altro grido di dolore, soprattutto da parte delle imprese: esiste una forte domanda di lavoro non soddisfatta. Non è un problema che riguarda solo Emilia, Veneto o Lombardia. Mesi fa gli industriali napoletani hanno parlato di decine di migliaia di posti di lavoro disponibili e denunciato la mancanza di un’offerta adeguata. Secondo le previsioni Unioncamere, in Puglia, nei prossimi 5 anni serviranno 218 mila lavoratori.
 
Un grande, incredibile paradosso. Un paradosso che si spiega con la mancanza di politiche adeguate nei processi educativi e formativi e nel mancato governo del mercato del lavoro. Ma a questo paradosso se ne aggiunge un altro, sempre a proposito di lavoro. Quello delle nostre politiche sull’immigrazione: continuano ad essere ispirate dalla paura, costruite su dati falsi, improvvisate, in una logica di continua emergenza. E comunque finalizzate all’obiettivo del contenimento del fenomeno. Chi si azzarda a ricordare che invece i flussi migratori potrebbero essere un’opportunità per lo sviluppo del nostro Paese è ancora segnalato come un pericoloso sovversivo. O uno stupido buonista. Forse considerare “insieme” questi tre fenomeni aiuterebbe. 
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