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Susan Faludi, ôla Corte di Trump assalirÓ i diritti delle donneö

Anna Lombardi, Repubblica 11 luglio

Redazione InPi¨ 13/07/2018

Susan Faludi, ôla Corte di Trump assalirÓ i diritti delle donneö Susan Faludi, ôla Corte di Trump assalirÓ i diritti delle donneö «Abbiamo assistito a una sceneggiata nello stile de L’Apprendista, il reality show di Donald Trump. No, non ho nessuna speranza che il giudice Brett Kavanaugh appena nominato dal presidente alla Corte Suprema farà qualcosa di buono per donne, minoranze, migranti». Intervistata da Anna Lombardi per Repubblica al telefono da Northampton, Massachusetts, dove insegna allo Smith College, la voce della scrittrice femminista americana Susan Faludi, 59 anni, suona come un sospiro. Premio Pulitzer, autrice del celebre saggio “Contrattacco. La guerra non dichiarata contro le donne”, ha pubblicato sul New York Times un editoriale diventato virale, dove invitava le senatrici repubblicane moderate Susan Collins e Lisa Murkovski, il cui voto sarà determinante nella conferma al Senato del giudice, a lasciare il partito: coerenti con l’affermazione di non voler sostenere un uomo che può mettere in discussione il diritto all’aborto. Il democratico Schumer ha definito Kavanaugh “lo Zelig dei repubblicani”, sempre pronto a sposare cause partigiane. Ma Collins e Murkovski sembrano aver gradito la scelta. Lei che ne pensa? Roe vs.Wade, la legge sull’aborto, è a rischio? «Erodere il diritto all’aborto è da tempo l’obiettivo dei conservatori. E il nome di Kavanaugh viene fuori da una lista pattuita ancor prima che Trump diventasse presidente per rassicurare la base che avrebbe fatto i loro interessi. La nomina di giudici anti abortisti all’Alta Corte è parte di un accordo preciso». Davvero si può tornare indietro sui diritti acquisiti? «Certo. Ai tempi di Ronald Reagan non facevamo che ripetere che l’America era solo due giudici indietro dal rimettere in discussione l’aborto. Dissero che gridavamo al lupo, ma trent’anni dopo i giovani lo hanno dimenticato. Dopo 8 anni di Barack Obama hanno votato convinti che certi diritti fossero intoccabili perché a lungo nessuno gli ha portato via niente e, anzi, sui diritti sono stati fatti molti passi. Hanno dato le cose troppo per scontate».
 
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