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Velardi: altro che fascisti, su Marte c'è il Pd

Fausto Carioti, Libero, 7 novembre

Redazione InPiù 11/11/2022

Velardi: altro che fascisti, su Marte c'è il Pd Velardi: altro che fascisti, su Marte c'è il Pd Il Pd è come se vivesse su Marte, altro che fascisti. Lo afferma Claudio Velardi, storico dirigente del Pci, collaboratore di Massimo D'Alema all'epoca di palazzo Chigi, oggi lobbista e presidente della fondazione Ottimisti & Razionali. intervistato da Fausto Carioti per Libero del 7 novembre.  Le analisi più lucide – spesso crudeli - sulla campagna elettorale e sulla tragedia annunciata della sinistra le ha fatte Claudio Velardi, Erano un podcast, un appuntamento quotidiano sul web durato sino all’indomani del voto, sono diventate un gran bel libro che porta lo stesso titolo: Impressioni di settembre (Colonnese editore, pp. 196). «Se qualcuno mi chiede cosa è il Partito democratico oggi», dice Velardi a Libero con la schiettezza napoletana che lo contraddistingue, «io non so rispondere. Posso dire in poche parole di cosa parlano Conte, Renzi, Salvini e la Meloni, ma non qual è il contenuto del discorso del Pd. E se fai opposizione alla Meloni sul decreto anti-rave, cioè sui temi forti che hanno dato la vittoria alla destra, come la sicurezza, vuol dire che non hai capito nulla della politica e non conosci l'Italia». L'impressione è che la stessa Giorgia Meloni sia un animale politico molto diverso da quello che i dirigenti della sinistra immaginavano. Si aspettavano una fascistella di periferia, comoda da inserire nei loro schemi, hanno trovato una cresciuta a pane e politica che da sovranista si sta facendo conservatrice di stampo europeo ed atlantista. E ora non sanno come prenderla. Giorgia Meloni fa politica da quando era adolescente e sa anche come misurarsi con le diverse platee di riferimento. Nasce come donna di partito, si crea il suo partito e ne fa una comunità coesa e devota alla sua leadership. Mentre gli altri leader crescevano ed esplodevano, lei si è "infrattata" un po’ e quando è arrivato il momento giusto lo ha colto, anche con una certa furbizia. Ora è l'ultimo leader che abbiamo a disposizione, i suoi quasi coetanei Renzi e Salvini si sono bruciati e gli altri sono più avanti negli anni». Come si sta comportando a palazzo Chigi? «Da politica scafata. Ritocca il suo profilo di giorno in giorno, probabilmente deve ancora definirlo meglio. Ha fatto il primo atto, il discusso decreto sui rave, in cui ha dovuto rimarcare la dimensione identitaria sua e della coalizione, come aveva già fatto con l'elezione dei presidenti delle Camere. Poi è andata a Bruxelles parlando la lingua che bisogna parlare in Europa. Si sta dimostrando una politica a tutto tondo, sinuosa e sfuggente. Per l'opposizione è difficile inquadrarla».  Lei ha consigliato al Pd di fare segretario Aboubakar Soumahoro, eletto deputato con i Verdi: lo sa che non accadrà mai, vero? «L'ho detto come provocazione, ma almeno lui è uno che parla un linguaggio contemporaneo e sembra uscito dal mondo d'oggi. Se la sinistra vuole sopravvivere, e questo che deve fare». Il nome pop che gira per la segreteria del Pd è invece quello di Elly Schlein. Piace molto anche a Letta. Non può essere lei la salvezza del partito? «Tra una ragazza alquanto ricca e più che borghese e Soumahoro, che rimanda a un dato di verità, visto che viene dalla povertà, sarebbe il caso che il Pd scegliesse il secondo. Dalla biografia della Schlein mi pare evidente che lei non sappia nulla di povertà ed emarginazione. E comunque non credo che ci possa essere salvezza per il Pd». Un partito morto, addirittura. «Lo dico senza acrimonia: il Pd è il passato, non si riprende. Molto probabilmente farà la fine del Partito socialista francese. Tra un'offerta di sinistra populista, sovranista ed assistenzialista come quella dei Cinque Stelle, e la proposta riformista presentata da due scapocchioni come Calenda e Renzi, lo spazio per il Pd non c’è più”. Letta e gli altri non sembrano avere questa preoccupazione, visto che hanno fissato per il 12 marzo le primarie da cui dovrà uscire il nuovo segretario. «Il mondo corre, ci sono guerre ed emergenze sociali, manca l'energia, occorre prendere scelte drammatiche, e quelli fanno il congresso a marzo. Vivono in una dimensione ultraterrena. Non ci sono i fascisti su Marte: c'è..la sinistra italiana, su Marte».
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