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Nordio: «C'è da scommettere che i pm interverranno anche nella partita per il Quirinale»

Fausto Carioti, Libero, 29 novembre

Redazione InPiù 02/12/2021

Nordio: «C'è da scommettere che i pm interverranno anche nella partita per il Quirinale» Nordio: «C'è da scommettere che i pm interverranno anche nella partita per il Quirinale» Definizione di pubblico ministero italiano: «L’unico organismo al mondo che ha un potere immenso senza nessuna responsabilità». In un’intervista a Fausto Carioti per Libero del 29 novembre, l’ex magistrato Carlo Nordio spiega questa sua affermazione e paventa un’’intromissione dei pm nella partita del Quirinale. Come si è arrivati a questa situazione, dottor Nordio? «È l’effetto del nuovo codice Vassalli, “alla Perry Mason”, che ha conferito ai pm gli stessi poteri, anzi poteri maggiori, di quelli attribuiti al “prosecutor” americano». Il quale, però, a differenza del pm italiano, è elettivo. «Appunto. E questo attribuisce al “prosecutor” una responsabilità politica: se sbaglia indagini o colleziona assoluzioni, viene mandato a casa. Il pm italiano, capo della polizia giudiziaria e quindi munito di formidabili poteri operativi, in base al principio dell’obbligatorietà dell’azione penale può indagare nei confronti di chiunque anche senza denunce qualificate e formali. E tuttavia, godendo delle stesse garanzie del giudice e non essendo elettivo, è irresponsabile e inamovibile. Ecco perché è l’unico organismo al mondo dove il potere non è coniugato alla responsabilità». Con la riforma Cartabia vedremo qualche miglioramento? «La riforma Cartabia non incide su questo punto, né potrebbe farlo, perché bisognerebbe cambiare sia la Costituzione sia il codice di procedura. Compito che spetta al parlamento». Dobbiamo aspettare la prossima legislatura, insomma. «Inevitabilmente. Questo parlamento non ha la possibilità né la volontà di fare certe riforme». Forse il peggio lo vedremo nel frattempo. Lei ha scritto che qualche candidato al Quirinale potrebbe essere «attenzionato» da qualche toga. Cosa si aspetta? «Sarà per puro caso, ma purtroppo l’esperienza ci insegna che le figure emergenti della politica che intendono riformare la giustizia vengono raggiunte da informazioni di garanzia o delegittimate da fughe di notizie sapientemente pilotate. È successo con Berlusconi, con Salvini e con altri, e ora con Renzi. È plausibile che in vista dell’elezione del presidente, o delle prossime elezioni politiche, lo stesso capiti a qualche altra personalità». Le conseguenze per la democrazia sarebbero devastanti. «Vedremo. Bisogna pure mettere in conto che oggi la magistratura non ha più la credibilità di un tempo: parte della procura simbolo di Mani Pulite è indagata e un suo importante ex esponente, il dottor Davigo, poi finito al Csm, rischia di essere processato. Molti indagati cominciano a denunciare i pm, quando ravvisano abusi o anomalie, e i magistrati temono queste denunce, perché possono compromettere i loro avanzamenti e sono fonte di spese legali. Insomma, credo che la magistratura sarà più prudente: certe iniziative possono diventare un boomerang».
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