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Le novità della previdenza complementare
Adesione automatica dei neoassunti, più flessibilità sulle prestazioni e (forse) un po' di concorrenza
Giampaolo Galli 05/06/2026
Secondo le proiezioni della Ragioneria Generale dello Stato, con questi e pochi altri cambiamenti, già a partire dal 2040 l’apporto dei fondi pensione dovrebbe consentire di raggiungere tassi di sostituzione netti più alti, rispetto alla sola previdenza obbligatoria, del 20% per i lavoratori autonomi e del 10% per i dipendenti privati. Un’ulteriore importante innovazione consiste nell’introduzione della portabilità del contributo datoriale. Questo significa che il lavoratore può scegliere se aderire al fondo negoziale della sua categoria o a un qualunque altro fondo fra quelli vigilati dalla Covip. Fino ad oggi, la libertà di scelta era solo teorica, perché i contratti di lavoro prevedevano che il contributo dell’azienda potesse andare solo al fondo negoziale. In sostanza, come sempre, concorrenza e libertà di scelta vanno a braccetto. E, come sempre, con la concorrenza può arrivare un po’ più di dinamismo e di efficienza in un settore fino ad oggi piuttosto statico. Basti pensare che solo il 27% dei lavoratori versa contributi a un fondo pensione. Purtroppo, i sindacati e le linee HR delle organizzazioni datoriali si sono messi di mezzo e hanno ottenuto un rinvio della norma sulla portabilità. Si spera che anche in questo settore alla fine prevalga chi vuole la concorrenza.
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