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Crisi energetica e ritardi nelle rinnovabili
Inutile chiedere deroghe al Patto di stabilita' se non si accelerano i processi
Pia Saraceno 19/05/2026
Il primo trimestre 2026 segna piuttosto un rallentamento sia nelle nuove autorizzazioni che nelle richieste per l’installazione di rinnovabili per la produzione elettrica, proprio quando invece sarebbe stata necessaria un’accelerazione. Lungo tutta la catena del processo per arrivare alla costruzione di nuova capacità si registra infatti una contrazione del 50% delle autorizzazioni rilasciate dalle Regioni rispetto al quarto trimestre 2025 ed una riduzione delle nuove istanze legato alle attese sull’esito delle aste e delle nuove finestre di contrattualizzazione. I tempi autorizzativi sono poi sempre lunghi: le autorizzazioni per progetti che possono avere le procedure semplificate (solo 20% delle pratiche) viaggiano sui 200 giorni sia per solare che eolico; per il restante 80% dei progetti, i tempi si collocano nell’ordine dei due anni per il solare e sono molto lunghi per l’eolico. Considerando i tempi di effettiva disponibilità di capacità, il processo richiede almeno 3anni, il rallentamento di oggi potrà influire sui ritmi dei prossimi anni. E’ pur vero che a fine marzo la pipeline di progetti con procedimenti autorizzativi in corso si attestava a più di 21,6 GW, ma anche se si riducono i tempi per le Via l’obiettivo di nuova capacità rinnovabile che si era dato il PNIEC non sarà raggiunto (nel 2026 (si resterà nell’intorno del 6GW contro i 9GW previsti). Se non cambia la gestione del processo non si riuscirà ad essere poi più ambiziosi, come la maggiore convenienza e necessità di smarcarsi dalla dipendenza dalle fonti fossili richiederebbe.
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