Colpevolezza
Lo scrittore americano Bruce Holsinger pubblica per E/O un romanzo di forte attualità e molto coinvolgente, il cui titolo è espresso in una sola parola : colpevolezza, traduzione italiana, dovuta a Dario Diofebi, del termine inglese Culpability. Incontriamo nelle prime pagine del libro una bella famiglia americana della costa est degli Stati Uniti: l’avvocato Noah, la moglie Lorelei Shaw, grande esperta di etica dell’intelligenza artificiale di cui si occupa a livello mondiale, e i loro tre figli. Stanno raggiungendo il Delaware, dove si svolge un campionato di Lacrosse, e Charlie, il figlio diciassettenne, è alla guida di un van di ultimissima generazione, con guida senza conducente; è lui il campione atteso sul campo di gioco. Al suo fianco il padre Noah, dietro Lorelei, e le due figlie giovanissime, Alice e Izzy. Tutti sono impegnati a lavorare, chi scrive, chi consulta il portatile, quando un grido di Alice interrompe il silenzio nell’auto, che sbanda e finisce contro un macchina che proviene in senso opposto. Nel tragico incidente muoiono due anziani, la famiglia invece se la cava con poche ferite. Cosa è successo realmente nei pochi istanti che precedono il tragico impatto tra le due auto? Perché Alice ha gridato? Come mai il dispositivo di guida automatica non ha funzionato? Ci sono responsabilità nella morte dei due abitanti dell’auto con cui è avvenuto il frontale? La polizia indaga, il giovane diciassettenne Charlie rischia di essere accusato per non essere stato attento, o forse è colpevole il padre, che lavorava al pc. La famiglia per distrarsi dall’impatto shoccante dell’incidente prende una settimana di vacanza: andranno in una villa sulla costa della baia di Chesapeacke, in Virginia, dove erano già stati l’anno prima. Ma con grande sorpresa si accorgono che è tutto diverso: una enorme villa con tanto di eliporto, cartelli minacciosi di non avvicinarsi, guardie del corpo in divisa che controllano gli approdi, mostrano un nuovo proprietario che, si capirà presto, è il magnate Daniel Monet, ultra miliardario, personaggio misterioso almeno agli occhi di Noah. Nei giorni seguenti si svolge la storia che Holsinger ci racconta, tenendoci incollati alle pagine del romanzo. Avvengono numerosi episodi che mettono in crisi profonda i rapporti familiari, soprattutto fra i due coniugi. Presto sapremo che Lorelei e Daniel Monet si conoscevano già, con enorme turbamento di Noah. Charlie, che ha vissuto molto male l’incidente mortale, ora incontra sulla spiaggia Eurydice, la bellissima figlia di Monet, e fra i due scocca un’improvvisa scintilla amorosa. Succederà molto altro, e non situazioni semplici, anzi. Al centro della storia, come sottotesto, l’intelligenza artificiale e i guai che può procurare alla nostra quotidianità di inesperti. Lorelei è consapevole di tutto ciò che sta avvenendo nel mondo della intelligenza artificiale, ma non può rivelare i misteri che si celano dietro gli squilibri che si stanno creando nella loro apparentemente felice famiglia. Un dibattito etico sull’uso dell’intelligenza artificiale e sulle sue imprevedibili conseguenze sociali, le colpe di ciò che potrebbe succedere, l’uso che il business e la politica degli armamenti potrebbero farne è molto inquietante. Libro di stringente attualità, molto perturbante, chiama in causa le nostre coscienze spesso distratte, come se il cambiamento epocale nei rapporti sociali, familiari, politici, potessimo ignorarlo: lo scrittore attraverso un romanzo intelligente ci mostra che non è così. I tre ragazzi Cassidy, Charlie, Alice ed Izzy, sono le prime vittime di questo nuovo mondo di giovani che vivono messaggiando, eternamente connessi, ignari di ciò che questo atteggiamento può provocare davvero. Le operazioni di guerra ibrida che stiamo realmente vivendo in questi giorni mostrano ancora una volta quanto gli scrittori siano spesso dei veri preofeti. L’America di Thiel, di Musk, di Trump, non è una fiction né un videogioco.