L'amore non basta
I tempi della storia raccontata da Roberto Costantini nel nuovo atteso romanzo, protagonista il commissario romano Michele Balistreri, “L’amore non basta” ( Marsilio 2026), si alternano tra il 2025 nell’isola di Lampedusa, dove il protagonista con la compagna di una vita, Bianca, sta aspettando una cerimonia familiare che si svolgerà di lì a poco, e il 1984, anno orribile nella storia professionale del commissario, incaricato di un difficilissimo caso di rapimento di un bambino ancora piccolissimo, figlio di un ricco e noto imprenditore romano che, tramite ricchezza e conoscenze altolocate, stava per costruire un grandioso insediamento turistico sulle coste della Sardegna ancora in parte incontaminata. Tempo prima Balistreri aveva avuto l’incarico di una indagine per un altro rapimento, finito purtroppo malissimo; la piccola Sara era stata ritrovata in fondo ad un pozzo, morta di fame. Era il tempo dei continui rapimenti da parte di potenti famiglie di pastori sardi, che per ottenere i soldi di riscatti milionari, prendevano in ostaggio il malcapitato che poi, regolarmente, veniva rilasciato, con la connivenza di forze dell’ordine e un magistrato corrotto. Nel caso di Sara era andata diversamente, e Michele Balistreri aveva scoperto il meccanismo criminale. Motivo che porterà le autorità a richiamarlo quando il caso molto eclatante del rapimento del piccolo Billy, madre americana, Elizabeth Collins e padre, Cesare Giovannoni, elegante dandy dalle amicizie politiche inattaccabili, si rivolgono alle forze dell’ordine e invocano indagini più approfondite. Il commissario Balistreri nel suo precedente incarico in Sardegna aveva collaborato con il giovane poliziotto Filippo Martiradonna, uno strano ragazzo amante della filosofia, della letteratura, della musica, ex skipper e capace velista, che aveva abbandonato il mare per amore della moglie, la bella e irrequieta Grazia Mulas, aspirante attrice ma invece solo semplice estetista; Filippo aveva scelto Balistreri come una sorta di padre/maestro, affascinato dalla personalità del commissario. In questa seconda indagine però si capisce che il rapimento non somiglia agli altri, che i pastori sardi non sono implicati, che forse è intervenuto qualcosa di molto anomalo. Thriller molto coinvolgente, dalla trama estremamente articolata, con continue sorprese che porteranno i personaggi ad incontrarsi, scontrarsi, uccidersi, in una clima crescente di violenza ferina a tratti quasi insopportabile. I personaggi di Filippo, di Michele, di Elisabeth, di Grazia, di Efisio e Annichedda Loi, dei loro figli Bruno, Guido e Alessia, dei fratelli Cesare e Rocco Giovannoni, del giudice Aloisi, sono costruiti dallo scrittore con grande perizia: ci si muove tra Nuoro, Orgosolo, Oliena, le montagne del Supramonte, in posti sperduti e irraggiungibili, dove una logica patriarcale , arcaica, animalesca, si oppone fermamente alla vita nelle città e sulla costa dove enormi Yachts di miliardari continentali, ville prestigiose, macchine lussuose, personaggi arrivisti e ambigui si accingono a fare gli affari più interessanti, quelli che trasformeranno le spiagge più belle in luoghi frequentati solo dal jet set internazionale: a che prezzo? “
Uno dei personaggi più amati
del noir italiano”, viene definito Michele Balistreri, che in questo libro, giunto oramai alla soglia dell’età anziana, ricorda, rievoca, fa bilanci, deve fare i conti definitivi con quella storia inquietante che lo aveva visto protagonista tanto tempo prima. Un viaggio a ritroso che, dopo tante ingiustizie, ferite, uccisioni, violenze innominabili, gli farà trovare pace. Libro giustamente premiato dal pubblico, che lo incorona tra i più letti del periodo, proprio perché riesce a ricostruire con lucidità periodi oscuri della nostra storia criminale un po’ dimenticati.