Destinazione errata
Davvero prolifico scrittore Domenico Starnone, i suoi titoli sono molto numerosi, sin dai tempi lontani degli esilaranti libri sulla scuola…..Ora è un signore che ha superato gli ottanta, uno scrittore che ha attraversato la fine del secolo scorso, e nel 2001 ha vinto il Premio Strega con il romanzo Via Gemito, pubblicato da Einaudi . Questo romanzo breve, “Destinazione errata” ( Einaudi 2025), racconta l’amore come appare ad un uomo esperto di cose di cuore ai nostri giorni. Protagoniste due coppie di quarantenni romani, medio borghesi, che vivono nel quartiere Nomentano; l’io narrante, sceneggiatore, e la moglie Livia, hanno tre figli, vivono felici nella famiglia un po’ “Mulino bianco”: la moglie lavora all’università, ora è a Genova per un convegno, è bella, elegante, solare, soddisfatta. Vivono insieme da dodici anni, mai una crepa, i tre figli, Sara , Nilde e il piccolo Giulio occupano il loro tempo con pari impegno e grande amore. Lui lavora ad una serie tv con la collega Claudia, intelligente e molto concreta: il compagno Alberto, la figlia Abigail, la suocera Clelia che vive con loro sono un altro nucleo con cui si frequentano assiduamente: le bambine si cercano, sono amiche. Durante il week end in cui Livia è lontana, avviene uno scambio di messaggi, peccato che per distrazione il messaggio destinato alla moglie, “ti amo”, finisce nel telefono di Claudia, che, colpita, risponde subito “Anche io”. Basterebbe spiegare l’errore di invio, la destinazione errata del titolo del romanzo, ed invece no: l’uomo si sente intrigato dalla risposta della collega, che fino a quel momento aveva guardato ma non visto: ora, improvvisamente, si accorge di quanto Claudia, con cui passa tante ore, in fondo lo incuriosisca, lo stuzzichi, gli piaccia, lo tenti. Comincia in un crescendo di follia, che durerà alcuni giorni, un gioco molto pericoloso, fatto di bugie, di sotterfugi, di tentativi di spiegare, di attrazione sessuale violenta e apparentemente insopprimibile: Claudia dichiara di essere innamorata di lui da lungo tempo, di averlo desiderato follemente, e ora che si è presentata l’occasione non vuole perderlo, anche se, gelosa dell’amore che lui nutre per l’ inarrivabile Livia, lo mette alle strette. Ci sono personaggi di contorno che giocano un loro ruolo all’interno di questa storia che non è mai torbida, me che propone temi importanti nelle vite di coppia: la fedeltà, il tradimento, l’abitudine, la noia, il desiderio di evasione, la voglia di rischiare, la consapevolezza del pericolo, la gelosia, il possesso. Starnone si muove con disinvoltura nelle contraddizioni di un gruppo di quarantenni colti a metà della loro vita familiare, sessuale, affettiva, introducendo anche due personaggi “vecchi”: Carlo, uno scrittore navigato, amico di tutti, una sorta di confessore e di punto di riferimento, nel quale forse l’autore potrebbe identificarsi. Ma anche la suocera di Claudia, Clelia, una anziana, in realtà appena settantenne, ex prof d’inglese, colta, elegante, napoletana, con un matrimonio felice alle spalle, purtroppo finito con la morte del marito. Due generazioni a confronto, modi diversi di concepire e vivere l’amore, la famiglia, la costruzione di una identità. Fa riflettere Domenico Starnone, in tempi in cui nascono pochi figli e molte coppie non reggono impegno e quotidianità. In cerca dell’amore assoluto. Che forse non si trova dove si cerca, o forse non esiste. Un libro che fa piacevolmente riflettere, scritto con la consumata maestria dell’autore.