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Come cambiano le comunità urbane

… il test elettorale ci aiuta a capire

Giuseppe Roma 28/05/2026

Come cambiano le comunità urbane Come cambiano le comunità urbane La felice definizione di Carlo Cattaneo dell’Italia come “il paese delle cento città” si rivela sempre attuale non solo per definire la sua geo-diversità ma anche per aiutarci a capire come sta cambiando la società italiana. Le recenti consultazioni elettorali meritano di essere lette  anche sotto questo profilo. Su 18 capoluoghi di provincia ben 12 – i due terzi – hanno decretato la scelta del sindaco al primo turno. In molti casi non c’è stata partita, con il candidato vincente in grado di aggregare un consenso superiore al 60% con punte del 77% ad Andria e del 70% a Mantova. Come nel referendum sulla giustizia, l’analisi dei flussi ha stimato che, nonostante un’affluenza in calo, una quota di giovani normalmente astensionisti alle comunali si è espressa in gran parte per il candidato vincente. In molti casi, la vittoria non è stata determinata dalle liste di partito. Salerno non fa testo, ma anche altrove le liste civiche e locali si sono rilevate determinanti. Il neo elettro sindaco di Venezia, Venturini , ha ottenuto il 61% dei consensi fuori dai partiti, mentre il perdente Martella solo il 17. Ma anche a Reggio Calabria il sindaco Cannizzaro ha ottenuto il 47% dei voti al di fuori del tradizionale perimetro dei  partiti del centro destra. Se, poi, aggiungiamo che una quota significativa di eletti è rappresentata da personaggi ben noti a livello locale, con una lunga carriera politica come ex sindaci o assessori, il quadro si completa. Le comunità urbane hanno bisogno di essere rassicurate da chi mostra un maggior attaccamento alla cura pragmatica, concreta e quotidiana della loro città. 
 
Una contro prova viene anche esaminando le due maggiori metropoli italiane: Roma e Milano entrambe governate dal centrosinistra. Il clima che si respira è però molto differente. Il sindaco Gualtieri, presentissimo in città e sui social col suo gilet e caschetto da cantiere a mostrare piccole e grandi opere in corso o realizzate ( il termovalorizzatore o la metropolitana, ma anche il parcheggio o il giardinetto di quartiere), viene accreditato di un crescente consenso. Nonostante i disagi, i romani apprezzano un attivismo  sincero e operoso, per migliorare, per quanto possibile,la loro qualità della vita. A Milano, al contrario, l’aria è più pesante e lo scontento abbastanza palese. La grandeur dei grattacieli, delle fashion week e dei fuori salone evidentemente non riesce a compensare i disagi per un certo livello di degrado e insicurezza, mal tollerato dagli esigenti milanesi. Si tratta  ancora di segnali e di tendenze tutte da decifrare compiutamente, ma che la politica farebbe bene a esplorare e interpretare con strumenti un po’ più sofisticati dei sondaggi o delle chiacchiere da bar.
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