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Le buonuscite agli Ad di aziende pubbliche

Una pratica senza senso per chi ha gia' stipendi elevati

Innocenzo Cipolletta 12/05/2026

Le buonuscite agli Ad di aziende pubbliche Le buonuscite agli Ad di aziende pubbliche L’Italia è il paese dove, quando un Amministratore Delegato di un’impresa pubblica scade al termine del suo mandato, invece di prendere la sua roba e uscire in silenzio, negozia una buona uscita milionaria. Il motivo è semplice: chi viene nominato AD in un’impresa pubblica, poi si fa nominare anche Direttore Generale (che è un dirigente) così, quando scade può restare nell’azienda perché è un lavoratore dipendente. Per farlo andare via diviene allora necessario dargli una buona uscita.
È una pratica senza senso, perché mischia le tutele dei lavoratori dipendenti con le prerogative di chi detiene il potere in azienda. Essa indica una scarsa fiducia dell’AD rispetto all’azienda e rende il rapporto opaco nei confronti degli azionisti. Meglio sarebbe, eventualmente, istituire ex ante una sorta di indennità per mancato rinnovo, anche se gli AD non ne avrebbero alcun diritto, posto che la remunerazione che hanno coprono abbondantemente il rischio di perdere il lavoro.
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