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Il caldo più torrido in città

E siamo in ritardo sulle contromisure

Giuseppe Roma 06/07/2026

Il caldo più torrido in città Il caldo più torrido in città Il comune di Roma Capitale ha appena annunciato una serie di misure per far fronte all’ondata di calore che si sta abbattendo sulla capitale come sulla maggior parte delle citta’ italiane. Il “Piano Caldo” capitolino prevede fra l’altro una rete di rifugi climatici, piantumazione di 38.000 nuovi alberi, rinaturalizzazione di circa 45.000 metri quadri di superfici attualmente impermeabili, la climatizzazione degli edifici pubblici. Provvedimenti volti a offrire qualche soluzione immediata, come i rifugi, e altri più strutturali. Molte città metropolitane hanno mostrato un’attenzione ondivaga verso i cambiamenti climatici, conseguendo limitati risultati concreti. Certo, in parte. la bassa efficacia delle politiche pubbliche dipende dalla scarsità di risorse, ma ha avuto una significativa influenza anche il timore di perdere consenso. Milano aveva annunciato la piantumazione di 3 milioni di alberi entro il 2030. Dal 2019 ne sono stati piantati 611.000 ma quasi tutti nei comuni periferici dell’area metropolitana. In città sono spuntati grattacieli più che platani o lecci. Le città sono particolarmente vulnerabili in quanto la presenza di edifici e l’intensità del traffico veicolare innalza ulteriormente le temperature rispetto alle zone rurali. Si formano quelle che vengono definite “isole di calore urbane”, la sigla internazionale è UHI, con temperature fino a 6 gradi in più rispetto alla campagna nelle zone costruite e fino a 2-3 gradi in più nei parchi urbani. 
 
 
In particolare, la misurazione notturna (quando non c’è l’effetto diretto dei raggi solari) evidenzia ancor più precisamente il peggioramento climatico in ambito metropolitano. Roma, ad esempio, ha registrato, nel 2025,101 notti sopra i 20 gradi, a fronte di una media degli anni precedenti di 76 notti. Sulle strategie da adottare disponiamo ormai di modelli consolidati. Offrire alternative credibili alla mobilità individuale sia con il trasporto pubblico di massa sia favorendo l’uso della bicicletta. Promuovere l’efficientamento energetico degli edifici e il teleriscaldamento da fonti rinnovabili. Realizzare il verde urbano orizzontale di parchi e giardini, ma anche il verde verticale sulle facciate degli edifici, possibile grazie a nuove tecnologie dei materiali. E, infine,moltiplicare gli interventi (previsti anche dal PNRR) per una città “spugna” con superfici più permeabili e pavimentazioni drenanti con l’obiettivo di accrescere la capacità di assorbimento dell’acqua, specie a seguito di fenomeni meteorici improvvisi. Sarebbe bello se anche i cittadini credessero di più nelle azioni necessarie a mitigare i fenomeni climatici, e non si limitassero a esternare l’ennesima lamentazione.
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