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Le incertezze delle rotte marittime
… e i riflessi sull'Italia e sui nostri porti
Giuseppe Roma 16/07/2026
Gli ultimi dati disponibili (crescita del 2% anche nel 2025) evidenziano che in tutti i porti dell’Unione Europea sono transitati 3,4 miliardi di tonnellate di merci, di queste il 62% è in arrivo e il 38% in uscita. Rilevanti sono le differenze dovute sia alla collocazione geografica che alla presenza di grandi porti. Con 489 milioni di ton. l’Italia si colloca al secondo posto dopo i Paesi Bassi con 538 milioni (grazie al porto di Rotterdam), poi la Spagna con 486 milioni di ton, seguono attorno ai 300 milioni di ton. Belgio, Germania e Francia. Le rotte marittime, oltre alla rilevanza sugli approvvigionamenti di greggio e gas, hanno un’incidenza non trascurabile sull’economia italiana in quanto il 27,1% del nostro export (in valore) e il 30,6% dell’import avviene per nave. Logistica, shipping, portualità sono, quindi. per l’Italia settori vitali e strategici. Le attuali polemiche sulla creazione di Porti d’Italia spa, i lunghi commissariamenti delle autorità di sistema portuale, la competizione politica per le nomine non danno l’idea che esista una sensibilità istituzionale sui pericoli che vengono dal mare, dell’attuale contesto geopolitico.
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