Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

L'Europa cambierà volto?

Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani

Redazione InPiù 27/07/2026

L'Europa cambierà volto? L'Europa cambierà volto? Angelo Panebianco, Corriere della Sera
Sul Corriere ella Sera, Angelo Panebianco, parla delle prossime elezioni che interesseranno diversi Paesi europei e che potrebbero ridisegnare il volto politico dell’Europa e incidere su questioni decisive come l’integrazione europea, il sostegno all’Ucraina e la risposta alla minaccia russa. In questo contesto, l’Italia rischia però di distinguersi per un esito meno chiaro e più ambiguo rispetto ad altri Paesi. L’editorialista individua tre possibili scenari: una vittoria della destra senza Vannacci, una vittoria della destra con il sostegno di Vannacci oppure una vittoria della sinistra. Il primo scenario appare poco probabile. Nel secondo, Vannacci potrebbe sostenere il governo senza entrarvi direttamente, mantenendo però la capacità di condizionarne l’azione e logorare la leadership di Giorgia Meloni, con l’obiettivo di affermarsi come principale riferimento della destra. In tale situazione, sostiene Panebianco, la politica estera italiana risulterebbe segnata da incertezza e oscillazioni, pur nella proclamata continuità con gli impegni internazionali. Anche un’eventuale vittoria della sinistra non garantirebbe maggiore chiarezza. L’autore evidenzia infatti le divisioni interne al centrosinistra sui temi della politica estera e della sicurezza, nonché l’assenza di una leadership in grado di imporre una linea unitaria. Il rischio sarebbe che le correnti più critiche verso il sostegno militare a Kiev e verso le politiche europee di riarmo influenzino in modo significativo l’azione di governo. Per Panebianco, mentre altri Paesi europei potrebbero scegliere con nettezza tra rafforzamento della cooperazione europea e politiche di deterrenza oppure orientamenti più favorevoli all’appeasement verso la Russia, l’Italia potrebbe ancora una volta imboccare una strada intermedia, caratterizzata da ambiguità e indecisione.
 
Gabriele Segre, La Stampa
Su La Stampa, Gabriele Segre analizza la nascita della Waico (World Artificial Intelligence Cooperation Organization), la nuova organizzazione multilaterale sulla governance dell’intelligenza artificiale promossa dalla Cina. Con sede a Shanghai, il sostegno delle Nazioni Unite e l’adesione iniziale di 29 Paesi, l’iniziativa rappresenta un segnale della crescente ambizione di Pechino di assumere un ruolo centrale nella definizione delle regole globali sull’IA. Secondo l’autore, il progetto si inserisce nel vuoto lasciato dagli Stati Uniti, sempre meno propensi a esercitare la tradizionale leadership internazionale e sempre più orientati a un approccio selettivo nei confronti di alleati e partner. In questo contesto, la Cina propone una strategia alternativa, fondata su tecnologie meno costose, adattabili ai contesti locali e accompagnate da infrastrutture, formazione e assistenza. Pechino presenta inoltre i propri modelli come più aperti e collaborativi rispetto a quelli statunitensi. Segre sottolinea però che la creazione di una nuova organizzazione non equivale automaticamente alla costruzione di un nuovo ordine internazionale. Per esercitare una vera leadership globale non bastano visione e capacità tecnologica: servono anche legittimità, sicurezza, stabilità e la disponibilità a sostenere i costi necessari per garantire beni pubblici internazionali come mercati aperti, regole condivise e rotte commerciali sicure. L’autore evidenzia come persino gli Stati Uniti abbiano spesso vissuto con fatica il peso della leadership mondiale. La Cina, che storicamente si è presentata come vittima di un ordine costruito da altri, dovrà quindi decidere se assumersi responsabilità più ampie. La vera questione non è se Pechino desideri guidare il sistema internazionale, ma fino a quando potrà evitare di farlo, soprattutto se la tutela dei propri interessi economici richiederà un coinvolgimento crescente. Per Segre, la nascita della Waico è un segnale importante delle ambizioni globali della Cina, ma resta da verificare se Pechino sarà davvero pronta a sostenere le responsabilità e i costi di una leadership internazionale duratura.
 
Alessandro Sallusti, Libero
Nel suo editoriale su Libero, Alessandro Sallusti prende spunto dal presunto attentato contro i partecipanti al Gay Pride di Berlino per criticare quella che considera l’ipocrisia di una parte del mondo politico, culturale e pacifista occidentale nei confronti dell’Islam radicale e della causa palestinese. Secondo l’autore, mentre vengono denunciati con forza episodi di discriminazione o violenza riconducibili all’Occidente, si tende invece a ignorare o minimizzare le persecuzioni subite da omosessuali, donne e dissidenti in molti Paesi a maggioranza musulmana. Sallusti sottolinea come nei territori palestinesi e in diversi Stati islamici i diritti delle persone LGBT siano fortemente limitati, con discriminazioni, persecuzioni e, in alcuni casi, pene severissime. A suo giudizio, queste realtà ricevono scarsa attenzione da parte di intellettuali e forze politiche che sostengono la causa palestinese o che si mobilitano contro Israele. L’editorialista estende la critica anche ad altri temi, citando le donne iraniane, le vittime di attentati compiuti da estremisti islamici e le forze dell’ordine ferite negli scontri di piazza. Secondo Sallusti, su queste vicende prevalgono spesso prese di posizione deboli o ambigue, dettate dal timore di urtare determinate sensibilità politiche o religiose. La tesi conclusiva dell’autore è che una parte della sinistra e del mondo intellettuale stia adottando un atteggiamento di sostanziale reticenza verso le derive estremiste dell’islamismo politico, replicando, a suo avviso, l’ambiguità con cui alcuni settori della sinistra affrontarono il terrorismo negli anni di piombo. Per Sallusti, questa strategia è destinata a rivelarsi inefficace anche nel contesto attuale.
 
Altre sull'argomento
Rischio crisi sulle preferenze
Rischio crisi sulle preferenze
Fi minaccia la rottura e alla fine Fdi si adegua
Legge elettorale e nodo ballottaggio
Legge elettorale e nodo ballottaggio
Nei prossimi giorni la decisione al Senato
Quotazioni stellari a Wall Street: esploderà la bolla?
Quotazioni stellari a Wall Street: esploderà la bolla?
Gli ottimisti guardano al mercato del Private Credit, che ha subito ...
Se FdI punta ad allearsi con Vannacci dopo il voto…
Se FdI punta ad allearsi con Vannacci dopo il voto…
…dovrebbe abbandonare la nuova legge elettorale
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.