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Giustizia civile: l'Italia centra il target PNRR

Ma negli altri settori i risultati sono insufficienti

Luciano Panzani 25/06/2026

Giustizia civile: l'Italia centra il target PNRR Giustizia civile: l'Italia centra il target PNRR Il Sole-24 Ore ha dato notizia che è certo che la Cassazione ha centrato l’obiettivo di riduzione dei tempi del processo civile del 40%, come era stato promesso dall’Italia all’Ue nell’ambito del PNRR. La notizia è importante perché il risultato ( risparmio i dati che sono noti) dipende soprattutto dalla riduzione delle cause tributarie, che da sempre rappresentano una delle principali cause dell’arretrato della Cassazione civile. Oggi con vari strumenti organizzativi e con l’impegno della presidente e dei giudici della sezione tributaria della Cassazione, oltre che con l’apporto dei componenti dell’Ufficio del processo, le pendenze sono diminuite in modo drastico. L’ottimo risultato si riverbera sul dato complessivo dell’andamento della Cassazione civile. E’ stata una battaglia contro il tempo che è stata vinta, sia pur sul filo del traguardo.  Tutto bene, dunque? No. Il risultato è importante e non era ovvio raggiungerlo, ma va visto in un quadro complessivo che non è positivo. L’obiettivo doveva essere centrato per tutti i gradi di giudizio, mentre in primo grado e in appello ancora non ci siamo, anche se non mancano i singoli uffici virtuosi. Inoltre, si tratta dei dati del civile, mentre la situazione del processo penale è certamente difficile, come dimostra il blocco del processo penale telematico e il rinvio disposto recentemente del nuovo istituto del GIP collegiale, novità garantista a tutela del cittadino, ritenuta al momento incompatibile con le scoperture degli organici.
 
Possiamo aggiungere che è noto che il personale impiegato nell’Ufficio del processo, strumento chiave dell’accelerazione (anche in Cassazione), pagato con i fondi del PNRR, sarà soltanto in parte confermato ora che i fondi giungono ad esaurimento. I sindacati sono sul piede di guerra. La ricaduta negativa sui tempi e sull’efficienza del processo è evidente. C’è poi l’edilizia giudiziaria per cui sono stati effettuati stanziamenti importanti che ancora non hanno dato luogo alla conclusione dei cantieri. L’elenco potrebbe continuare. Last but not least c’è la situazione difficilissima delle carceri. Gli interventi previsti al momento non sono stati ancora attuati, almeno in gran parte, e l’indice di sovraffollamento delle nostre carceri supera ogni limite accettabile. Lo dimostra purtroppo il numero dei suicidi che rimane elevato, anche se tristemente non fa più notizia. In conclusione, gli interventi attuati con il PNRR per la giustizia non sono stati pochi, non sono stati banali, hanno prodotto risultati, ma non sono stati sufficienti. Per ridurre tutto ad un dato, basta osservare che ancora siamo lontani nel numero di magistrati ogni 100.000 abitanti dai numeri dei grandi Paesi europei. E lo stesso problema riguarda gli organici del personale amministrativo, che continuano ad essere funestati da gravi scoperture.
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