Una mattina gloriosa
Una data fatidica, che, poco prima della deflagrazione della Prima Guerra mondiale, cambierà la storia del ‘900: aprile 1912, il Titanic, su cui viaggiano migliaia di persone per un evento internazionale di enorme importanza, è atteso al molo 59, nel porto di New York. Un’enorme folla è accorsa per festeggiare la più grande nave passeggeri del mondo, quattro fumaioli, come si vede nella bella copertina, presa dall’ultima foto scattata alla partenza, del romanzo di Antonio Monda (Mondadori 2026), dal titolo “Una mattina gloriosa”. Chi attende sul molo ignora che la nave carica di passeggeri, di speranze, di fiducia in uno splendido futuro, è ormai affondata. Antonio Monda crea la sua storia da un punto di vista eccentrico, descrive cioè molti dei personaggi, veri e di fantasia, che si sono radunati per vivere una giornata speciale, assistere all’arrivo del transatlantico che cambierà le comunicazioni tra la vecchia Europa e il nuovo mondo, avvicinando i due continenti. Chi c’è dunque sul molo 59? Nei brevi capitoli che si susseguono, incontriamo William Jay Gaynor, il sindaco di New York, che è impaziente di far valere il suo prestigio perché la città che amministra deve essere la più rappresentativa, e conta sulla collaborazione di tutti, soprattutto del capo della polizia, Rhinerlander Waldo, di cui non si fida del tutto. Il sindaco aveva deciso di mettere al centro degli agenti responsabili dell’ordine durante l’evento, un agente di colore, Samuel Battle, perché, diceva il sindaco, rappresentava il “
simbolo della nuova America”, malgrado la diffidenza ed il disprezzo che gli riservavano i colleghi, dichiaratamente razzisti, come vedremo. C’è anche la Philarmonic Orchestra, diretta fino alla sua morte da Gustav Mahler; ora, il nuovo direttore, Josef Strànsky, osteggiato dai suoi stessi orchestrali, pagato la metà del predecessore, malvisto dal collega della Metropolitan Orchestra, l’osannato Arturo Toscanini, deve suonare l’inno americano e quello inglese, per festeggiare l’arrivo della nave, ma si vede poco incoraggiato dall’atmosfera ostile che lo circonda. Ci sono poi tutti i miliardari americani, quelli che hanno fatto new money con le opportunità che la città offre ai coraggiosi e intraprendenti che spesso sono in fuga dall’Europa; ecco William Randolph Hearst, detto “ the Chief “, il padrone assoluto della stampa, con un grande cappello, che domina la scena. Con lui si scorge l’altro maggiorente del Partito Democratico, Charles Francis Murphy, detto Silent per la sua postura appartata e silenziosa, ciò che non gli impediva di essere potentissimo, al riparo da ogni possibile scandalo. C’è il ricchissimo collezionista Frick, che ha mandato al porto il figlio, che vuole occuparsi di paleontologia e non seguire le orme paterne. Non manca l’altro celebre miliardario, Jack Morgan, figlio del più celebre John Pierpont, che aveva investito molto denaro sul transatlantico, si era riservato una lussuosa suite, ma alla fine aveva disdetto il viaggio: troppo affollato per i suoi gusti raffinati. Ci sono tanti altri personaggi in attesa ansiosa dell’arrivo della nave, che Monda non nomina mai. Il libro ricostruisce una intera fase della società newyorkese, fotografata in un momento speciale, quella mattinata gloriosa che, come avviene a New York, tutto muore e tutto risorge. Tutti i temi tipici della società americana, il desiderio di arricchirsi, l’odio razzista nei confronti di neri ed ebrei, l’arrivismo, l’ambizione del sogno americano che tutto rende possibile, le stragi presto dimenticate, come quella delle camiciaie chiuse a chiave nel laboratorio e morte bruciate, la filantropia, esemplificata dal ricchissimo Andrew Carnegie, che salverà a sue spese l’agente Sam Battle ridotto in fin di vita da un gruppo di violenti nell’indifferenza generale: tutto ciò che ha reso grande quel paese viene raccontato descrivendo una vera giornata particolare, che i testimoni ancora non sanno quanto poco gloriosa si preannunci. Tutti i personaggi rappresentati, Toscanini e Marconi, italiani al top della fama, al contrario degli emigrati siciliani Alfonso e Rossana, tutti i grandi che hanno costruito un’America grandissima, Guggenheim, Hearst, Morgan, il mago Houdini, il padre gesuita Swordsmith, appaiono in questa giornata storica, quella di un arrivo simbolico che non ci sarà. Questo libro di Monda conclude una saga sulla amata città di New York, con immagini molto potenti, con personaggi ben costruiti, veri o frutto della fantasia dello scrittore, lasciandoci un po’ di amaro: il sogno americano su cui noi europei abbiamo costruito le nostre fantasie, il luogo dell’emigrazione e della speranza, sembra anche oggi deluderci. Il Titanic appare veramente colpito a morte dall’iceberg, come l’America odierna governata da un personaggio molto discusso e pericoloso per la tenuta della grande democrazia a cui tutti per lungo tempo abbiamo guardato come un modello, uno scudo, un potente alleato.