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Geopolitica pedatoria
Redazione InPiù 29/07/2026
Su Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio mette in evidenza quella che definisce una contraddizione nel dibattito sui rapporti con Russia e altri regimi autoritari. Prendendo spunto dalla rinuncia di Andrea Pirlo alla guida della Nazionale per le polemiche legate alla sua collaborazione con una società russa di scommesse e dalla successiva nomina di Roberto Mancini, l’autore osserva come quest’ultimo abbia avuto esperienze professionali sia in Arabia Saudita sia alla guida dello Zenit San Pietroburgo, senza generare analoghe reazioni. Secondo Travaglio, una parte del mondo politico e mediatico applicherebbe criteri selettivi nel giudicare i rapporti con Paesi accusati di violazioni dei diritti umani o coinvolti in conflitti, concentrando l’attenzione soprattutto sulla Russia e trascurando altri Stati alleati dell’Occidente. L’autore richiama anche il tema delle scommesse sportive, sostenendo che le contestazioni rivolte a società straniere siano incoerenti rispetto al ruolo di attività analoghe presenti in Italia. Molte polemiche finiscono per essere condizionate da valutazioni politiche e ideologiche più che da criteri uniformi, mentre dovrebbe prevalere il giudizio sulle capacità professionali dei singoli.
Tommaso Cerno, il Giornale
Su Il Giornale, Tommaso Cerno critica quella parte della sinistra che, a suo giudizio, si oppone agli investimenti in difesa e sicurezza considerandoli espressione di militarismo. L’autore sostiene che questo pacifismo sarebbe contraddittorio, poiché condannerebbe la spesa per la difesa dello Stato ma tenderebbe a minimizzare o giustificare le violenze delle frange più radicali nelle piazze. Cerno richiama alcuni episodi recenti, tra cui l’attentato di Modena e le contestazioni ai Pride, per sostenere che esista una sottovalutazione di fenomeni estremisti e violenti. Secondo l’autore, una parte dell’attivismo politico e sociale finirebbe inoltre per appoggiare cause o regimi che non condividono i valori di libertà e tutela dei diritti che dichiara di difendere. La tesi di fondo è che l’Europa non possa permettersi di rinunciare alla propria sicurezza e che un pacifismo privo di realismo rischi di lasciare spazio alle minacce provenienti da estremismi e regimi autoritari.
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