Io sono Adele
Un donna sessantenne senza referenze si propone come governante in una proprietà di Villeneuve –Lès-Avignon, in Provenza. E’ milanese, si chiama Adele, parla bene il francese, e il padrone di casa, Armand Colbert, un editore che non naviga in buone acque, la assume: si occuperà della famiglia, alquanto disfunzionale. La padrona di casa, la moglie di Armand, non si occupa del ménage familiare, dorme molto, è spesso fuori con amici, si disinteressa anche dei due figli, giovani, che vanno a scuola: Juliette e Alexandre. La madre di Monsieur Colbert, Augustine, non andando d’accordo con la nuora Solange, si era da poco trasferita a Parigi. Il personale della casa si riduce ad una giovane cameriera, Martine, e ad un giardiniere-factotum, Jean-Luc, che da anni lavora in casa. Adele porta con sé un mistero: la sua origine, i suoi modi, la sua cultura, il modo di vestire e di atteggiarsi non sono proprio quelli di una domestica. Come e perché è arrivata lì? Tuttavia la donna in pochi giorni ricostruisce le abitudini ormai disperse della casa. Con l’aiuto di Martine, che presto le si affeziona e la segue devotamente, Adele rimette in uso servizi di piatti, stira tovaglie, lucida argenti, riapre la camera da pranzo, offre cibi squisitamente raffinati, cucina manicaretti dai sapori inusuali, cerca di costruire un rapporto amichevole e sincero con i componenti della famiglia, ma l’ostilità che le dimostrano tanto Juliette che la padrona di casa la frenano ma non la demotivano: saprà come farsi accettare ed apprezzare, operando con paziente fermezza e rendendosi preziosa ed insostituibile. Man mano veniamo a sapere cosa si cela dietro alla misteriosa vita precedente di Adele; ha lasciato due figli ormai adulti, un marito da cui si è separata, un lavoro molto qualificato a Milano, ma, lei aveva deciso di rompere con la sua vita precedente preferendo solitudine, silenzio, sobrietà, un’altra lingua, un altro contesto, un’altra qualità di esistenza. Le descrizioni della vita quotidiana che Adele riesce ad imporre nella famiglia dei suoi datori di lavoro è precisa, molto ben descritta, direi affascinante: Madame Augustine, che viene in famiglia a celebrare il suo compleanno, si rende subito conto della eccezionale qualità della governante nella quale riconosce la raffinatezza dei modi e della gestione della casa, che è tornata all’antico splendore. Anche i rapporti familiari sembrano rifiorire; Juliette capisce che di Adele si può fidare e le confessa le sue pene d’amore, che la donna saprà affrontare con lei levandola da un serio impaccio. Il finale del romanzo spiega bene quanto era rimasto sconosciuto al lettore in tutta la prima parte del romanzo, e lo conclude in modo inatteso e coinvolgente. Adele Casagrande vive diverse esperienze affettive sentimentali, ma sembra più portata a fare felici gli altri che non se stessa, generosa come si mostra, efficiente e aperta alle esigenze di quelli che la circondano.