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I faziosi e il buon senso

Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani

Redazione InPiù 30/07/2026

I faziosi e il buon senso I faziosi e il buon senso Antonio Polito, Corriere della Sera
Sul Corriere della Sera, Antonio Polito critica la polarizzazione politica sui temi della sicurezza, dove il centrodestra tende a schierarsi con le forze dell’ordine e contro la magistratura, mentre la sinistra difende i magistrati e guarda con sospetto all’operato della polizia. Secondo l’autore, casi come quello del gioielliere condannato per duplice omicidio e della morte di un cittadino marocchino dopo una colluttazione con agenti a Bologna mostrano il rischio di dividere gli apparati dello Stato in “buoni” e “cattivi”, indebolendo la capacità dello Stato di contrastare la criminalità. Polito sottolinea come, dopo gravi episodi di violenza come gli scontri in Val di Susa e a Bologna, il bilancio giudiziario appaia modesto: pochi fermati e pochi indagati. Il problema, sostiene, è che lo Stato nel suo complesso fatica a prevenire e reprimere efficacemente queste manifestazioni di violenza. L’autore richiama inoltre le parole dell’ex pm Antonio Rinaudo, che anni fa propose di contestare il reato di terrorismo ai gruppi violenti No Tav senza essere seguito dalla magistratura. Ricorda poi la dichiarazione dello storico leader No Tav Guido Fissore, secondo cui non esisterebbe una distinzione tra manifestanti pacifici e violenti, perché tutti condividono la responsabilità delle azioni compiute. Polito critica anche chi invoca “giustizia” nelle piazze anziché nei tribunali, come avvenuto dopo i fatti di Bologna, osservando che così si rischia di trasformare la giustizia in vendetta. Allo stesso modo giudica fuorviante contestare il ruolo della polizia nelle indagini, dimenticando che queste sono dirette dalla magistratura. La conclusione è un appello alle forze democratiche affinché ricostruiscano fiducia nelle istituzioni e nel monopolio statale dell’uso legittimo della forza. Per Polito, il vero pericolo per la democrazia è l’impunità: quando i cittadini percepiscono che la legge non è uguale per tutti, cresce la tentazione di affidarsi a soluzioni autoritarie.
 
Flavia Perina, La Stampa
Flavia Perina su La Stampa sostiene che sia centrodestra sia centrosinistra abbiano rinunciato a risolvere le proprie divisioni interne, puntando invece sulla tattica dell’“ultimo miglio”: rinviare i nodi più controversi fino a ridosso delle elezioni e chiedere poi agli elettori di compattarsi per evitare la vittoria degli avversari. Nel campo progressista restano irrisolte le divergenze tra Pd e M5S su Ucraina, difesa europea, Safe e missioni internazionali. Nel centrodestra, invece, vengono continuamente rinviate decisioni su legge elettorale, giustizia, intercettazioni, spese militari e fondi europei. Sullo sfondo rimane anche il tema di un possibile accordo con Roberto Vannacci, formalmente escluso ma mai del tutto archiviato. Secondo Perina, la stabilità garantita dal governo Meloni avrebbe potuto favorire una riorganizzazione più solida del sistema politico, ma l’occasione è stata sprecata. Il centrosinistra non è riuscito a costruire una proposta di governo condivisa, mentre il centrodestra non ha consolidato il modello politico ereditato dall’era Berlusconi. La conclusione è che entrambe le coalizioni appaiono oggi più fragili e dipendenti dalla logica emergenziale del “se no vincono gli altri”, trasformando la paura dell’avversario nel principale collante elettorale.
 
Concita De Gregorio, la Repubblica
Su la Repubblica, Concita De Gregorio prende spunto dal sondaggio lanciato dalla Banca centrale europea per scegliere il nuovo disegno delle banconote in euro, che propone due temi alternativi: personaggi celebri o natura. De Gregorio si schiera a favore della prima opzione, che comprende figure come Maria Callas, Marie Curie, Bertha von Suttner, Ludwig van Beethoven, Leonardo da Vinci e Miguel Cervantes. Particolare spazio è dedicato a Callas, simbolo di bellezza artistica e passione tragica, e a Bertha von Suttner, scrittrice e pacifista austriaca, autrice di Giù le armi! e prima donna a ricevere il Premio Nobel per la Pace. La sua vicenda personale e il suo impegno civile vengono indicati come esempi dei valori che l’Europa dovrebbe rappresentare. Riflettendo sul significato dell’identità europea, De Gregorio sostiene che le radici comuni del continente vadano ricercate soprattutto nella cultura, nella scienza e negli ideali condivisi, più che nell’eredità cristiana richiamata da parte della destra. Per questo si dice favorevole a celebrare sulle future banconote figure come Beethoven, Leonardo e Cervantes, considerate espressioni della comune tradizione culturale europea.
 
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