Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Cafiero De Raho: i boss che tornano nel territorio segnale devastante

Gianni Barbacetto, Il Fatto, 8 maggio

Redazione InPi¨ 08/05/2020

Federico Cafiero De Raho Federico Cafiero De Raho «Le mafie vivono di segnali. E il segnale lanciato dai boss che escono dal carcere e tornano nel loro territorio è devastante. Riacquistano l’arroganza, la prepotenza, la voglia di riprendersi il potere». Federico Cafiero De Raho, procuratore nazionale antimafia, vede accumularsi sul suo tavolo le richieste di scarcerazione per motivi di salute, a causa dell’emergenza coronavirus. Molte provengono da mafiosi o detenuti per reati gravissimi, diverse da boss sottoposti al 41 bis. E sono 376 i detenuti già scarcerati. Gianni Barbacetto lo ha intervistato per Il Fatto Quotidiano dell’8 maggio. Com’è stata possibile questa epidemia di scarcerazioni? «E’ cominciato tutto con la nota del Dap che il 21 marzo, preoccupato che il virus potesse dilagare nelle carceri, chiede a tutti gli istituti penitenziari di segnalare ai Tribunali di sorveglianza i detenuti con determinate patologie. Parte così un meccanismo che ha portato centinaia di persone alla detenzione domiciliare». La salute prima di tutto. «Sì, ma non sono state prese in considerazione le situazioni dei diversi detenuti, la possibilità di dotarsi di protezioni individuali dentro gli istituti penitenziari, gli eventuali percorsi sanitari alternativi al ritorno a casa». I magistrati di sorveglianza hanno ricevuto le istanze dei detenuti e hanno scarcerato. «E’ partita l’emorragia di scarcerazioni. Ma è stato riversato sul solo magistrato di sorveglianza il peso di decidere che cosa fare davanti all’ipotetica possibilità di contagio in carcere. Non si è considerato, per esempio, che per i detenuti al 41-bis la situazione d’isolamento impedisce già il contagio in carcere». Qual è stata la reazione del ministro Bonafede? «Condivisione immediata delle nostre preoccupazioni, che erano anche le sue. Tanto che pochi giorni dopo, il 30 aprile, arriva il decreto legge del governo che per permessi e scarcerazioni rende obbligatorio il parere delle Direzioni distrettuali antimafia (per i detenuti per mafia e terrorismo) e della Direzione nazionale (per i detenuti al 41-bis)».
 
Leggi l'intervista completa sul sito InPiù
Altre sull'argomento
Barbero: Il virus ci cambierÓ e forse muterÓ anche l'alta finanza
Barbero: Il virus ci cambierÓ e forse muterÓ anche l'alta finanza
Daniela Ranieri, il Fatto Quotidiano, 2 aprile
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.