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Margini stretti per la legge di bilancio

Le richieste di piu' spese dalla maggioranza e la volontà di Giorgetti di uscire dalla procedura d'infrazione

Giampaolo Galli 08/09/2026

Margini stretti per la legge di bilancio Margini stretti per la legge di bilancio Come ogni anno, in questi giorni ci si chiede quanto spazio vi sia nell’ambito della prossima legge di bilancio per le tante misure espansive che vengono richieste dai partiti di maggioranza. Stando ai documenti ufficiali del Ministero dell’Economia la risposta e’ che lo spazio è pressoché nullo. A oggi la previsione per il deficit tendenziale è 2,9% del Pil nel 2026 e 2,8% nel 2027. Stando ai dati di cassa sul fabbisogno, e a meno di sorprese sempre possibili, l’obiettivo per l’anno corrente dovrebbe essere raggiunto, anche perché la crescita del Pil dovrebbe essere attorno all’1%, ben più alta dello 0,6% previsto ad aprile. Per l’anno prossimo, il governo ha già deciso di spendere lo 0,3% del Pil per la sicurezza energetica, nell’ambito della clausola di salvaguardia per le spese militari decisa dalla UE nel programma “Rearm EU”. Il problema è che 2,8+0,3 fa 3,1 e non è affatto chiaro che con questo obiettivo l’Italia possa uscire dalla procedura per deficit eccessivo. Dal punto di vista economico e anche per la Commissione Europea, che il deficit sia 3,1 o 2,9 è pressoché irrilevante. Come si è visto, il 3,1 del 2025 non ha comportato nessuna sanzione, solo qualche raccomandazione rafforzata e l’impegno a scendere sotto il 3% negli anni successivi. 
 
Uscire dalla procedura, ossia della lista dei “sorvegliati speciali”, è però un obiettivo prioritario del governo. In parte è una questione di orgoglio nazionale, che ben si sposa con le pulsioni sovraniste di questo governo. In parte sarebbe la prova provata, che, contrariamente a tutti i pronostici della vigilia, il governo ha saputo ben governare i conti pubblici: si tratterebbe di un vero e proprio premio alla stabilità del governo più longevo della Repubblica. Ci sono due modi per uscire dalla procedura. Il primo è una revisione in meglio dei dati Istat del 2025: il governo spera che ciò possa accadere. Se accadesse che il deficit è sotto il 3% sia nel 2025 sia nel 2026, il premio sarebbe duplice: nella primavera 2027, verosimilmente prima delle elezioni, l’Italia uscirebbe dalla procedura e potrebbe anche sforare il 3% nel 2027, utilizzando una parte più consistente della clausola di salvaguardia, per la quale è previsto un tetto dell’1,5% all’anno. Il problema è che il secondo di questi “premi” è consentito solo a chi nell’anno precedente non era sottoposto alla procedura. Ci si chiede quindi cosa succederebbe se l’Istat confermasse il 3,1% del 2025. Equi veniamo al secondo modo per uscirne. Basterebbe il (probabile, ma non certo) 2,9% del 2026 per uscire dalla procedura e sarebbe quindi questo sufficiente per poter sforare il 3% in sede di fissazione dell’obiettivo per il 2027? Noi ne dubitiamo, per due motivi. Il principale è che per uscire dalla procedura il paese deve stare “durevolmente” sotto il 3%.  Il secondo è che il budget 2027 va fatto adesso e il dato definitivo sul 2026 verrà comunicato da Istat solo ad aprile. Nell’incertezza, interpretiamo le parole del Ministro Giorgetti al Senato (5 agosto 2026) nel senso che l’obiettivo di stare sotto il 3% vale anche per il 2027: “Se proprio continuate a insistere, capisco perfettamente che per questo Governo è il momento di andare a casa e voglio andare a casa uscendo dalla procedura di deficit eccessivo, senza lasciare a voi questa triste incombenza”. Il riferimento è ovviamente all’ultimo anno di legislatura, il 2027. In questo caso, il governo potrebbe vantare di aver lasciato in eredità una finanza pubblica risanata, anche se la formalizzazione avverrebbe nella primavera del 2028 e dunque dopo le elezioni. Naturalmente, questa scelta sarebbe in tensione con le richieste di gran parte della maggioranza in un anno preelettorale. Sapremo nei prossimi giorni se prevarranno gli inviti alla prudenza di Giorgetti o le richieste della maggioranza.  Già oggi possiamo indovinare che per creare un po’ di spazio il deficit tendenziale verrà leggermente limato rispetto al 2,8% tondo previsto ad aprile. In ogni caso, gli spazi di manovra nella prossima legge di bilancio appaiono molto stretti. 
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