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Le conseguenze del calore

L'aumento delle temperature e gli effetti sul Pil

Pia Saraceno 26/06/2026

Le conseguenze del calore Le conseguenze del calore Le temperature più alte non sono piu’ un evento eccezionale, rappresentano ormai un trend con picchi più o meno accentuati lungo una traiettoria che i climatologi, a politiche attuali, collocano con i loro modelli all’interno di un intervallo di confidenza tra i 2 ed i 4 gradi in aumento entro la fine del secolo. Non sappiamo se l’estate 2026 debba essere considerata un picco o se siamo nella parte alta dell’intervallo. Anche chi nega la necessità di politiche per l’adattamento e la mitigazione non contesta l’evidenza dell’aumento delle temperature, nega per lo più che la causa siano le emissioni climalteranti e che l’impatto sia necessariamente negativo. Diversi studi con diversi approcci hanno però già da tempo messo in luce che la correlazione tra aumento delle temperature e dinamica del Pil nel lungo periodo è negativa. Le stime variano a seconda delle ipotesi, delle variabili considerate(sempre più accurate con il passare del tempo) e quindi anche dell’epoca in cui sono state fatte. 
 
 
Due studi del 2024 arrivano a stimare per la fine del secolo una riduzione del Pil globale del 40% con rialzo delle temperature di 3 gradi e del 60% con un rialzo di 4 gradi. L’impatto sarà diverso nelle differenti aree del pianeta e l’aumento della temperatura avrà conseguenze maggiori nei contesti con meno capacità di adattamento. Non vi è ancora un modello consolidato in grado di cogliere le molteplici interazioni tra variabili climatiche, economiche e finanziarie.  In uno studio del 2025 il FMI ha fatto una rassegna dei diversi approcci, delle variabili considerate e di come via via i modelli si stiano affinando per quantificare le conseguenze materiali (rischi fisici) dell’innalzamento delle temperature. Nel breve termine le cosiddette catastrofi naturali che distruggono il capitale e le infrastrutture sembrano superabili nei paesi più sviluppati, si altera però il loro trend di sviluppo con l‘aumento delle frequenze e l’aumento d’intensità dei fenomeni avversi per successivi gradini. Gli strumenti ad oggi utilizzati per le scelte di politica economica e monetaria non sono calibrati per considerare l’impatto degli eventi climatici: tarati più sul breve, sottovalutano sistematicamente gli effetti a lungo termine. In Europa l’aumento delle temperature, stando alle politiche di contrasto ad oggi presentate dai diversi paesi,  potrebbe vedere un rialzo medio di 2°nel 2050 e di oltre 3° per la fine del secolo. Quindi anche le temperature che si collocano nella fascia alta dell’intervallo di confidenza potrebbero aumentare di conseguenza.
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