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L'archiviazione su Dell'Utri e Berlusconi

Per le stragi di mafia risalenti al 1993

Luciano Panzani 09/06/2026

L'archiviazione su Dell'Utri e Berlusconi L'archiviazione su Dell'Utri e Berlusconi La stampa nazionale ha dato ampio risalto alla decisione del GIP di Firenze di archiviazione delle accuse nei confronti del ex senatore Dell’Utri, indagato nell’ambito delle indagini sui presunti mandanti delle stragi di mafia del 1993. La GIP ha rilevato che “mancano elementi concreti sui contatti/rapporti diretti tra Cosa Nostra e Silvio Berlusconi e quindi Dell’Utri, stretto collaboratore di Berlusconi”.  Il decreto risale al 15 gennaio, ma soltanto ora la notizia ha avuto diffusione giornalistica. Va sottolineato che dopo trent’anni di indagini si tratta, credo, della sesta archiviazione. Dal 1996 i PM di Firenze hanno accusato Berlusconi e Dell’Utri di essere i mandanti esterni delle stragi del 1993-94 a Firenze, Milano e Roma. Le indagini non portarono ad alcun risultato e furono archiviate due anni dopo, per essere riaperte ed archiviate nuovamente nel 2011 e ancora di nuovo riaperte nel 2017. La difesa di Dell’Utri, la cui casa di Milano venne perquisita nel 2023, ha sempre ritenuto queste ipotesi fantasiose. Smentite erano pervenute da Berlusconi a suo tempo e poi da Forza Italia e da Tajani.
 
Il dato che va sottolineato è l’assenza di risultati delle indagini e, cionondimeno, l’insistenza con cui si è indagato, giungendo al punto di riaprire un procedimento già archiviato, che è un fatto consentito dal codice, ma in definitiva assai raro. A tale assenza di risultati ha corrisposto una grande attenzione mediatica, che forse è stata anche una concausa dell’insistenza con cui si è indagato. Non va bene. Il processo, lo si è detto molte volte, è già una pena in sé, tanto più se la pendenza delle indagini è oggetto di amplificazione mediatica. La circostanza che si tratti di vicende che hanno un profilo politico e di chiaro interesse pubblico, non è certo una ragione che giustifichi un accanimento che rimane privo di giustificazioni. Né ovviamente la giustificazione può essere di carattere politico, perché l’azione della magistratura e del pubblico ministero deve essere sempre caratterizzata da terzietà ed indipendenza da condizionamenti di qualunque tipo, anche politico. Non ho ricette pronte, ma questa ed altre archiviazioni debbono far meditare.
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