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Ranucci, Lavitola e lo scorpione
Un verminaio di mezza estate attorno a Report
L'Irriverente 14/07/2026
Lavitola si proclama innocente e Ranucci esterrefatto. Il maligno Paolo Mieli (imprevedibile frequentatore del ristorante di Lavitola a Roma) ha insinuato che fosse una “bomba d’amore” (ma avrebbe potuto uccidere), cioe’ un modo per trasformare Ranucci in martire e magari avviarlo verso la politica da leader del campo largo, come sognava Lavitola (che aspirava al ruolo di Gianni Letta). Ranucci nega interessi per la politica, pero’ aveva corretto le domande al questionario che doveva sondarne la popolarità. Insomma, un pasticciaccio di mezza estate, che non si spiega col fatto che Lavitola fosse una fonte di Ranucci: il loro rapporto appare troppo intimo. Intanto lo scandalo ha offerto alla Rai meloniana il pretesto per cancellare “cautelativamente” le repliche estive di Report, in attesa di cancellarne il conduttore. E Lavitola è accusato di tentata strage. Viene in mente la favola di Esopo sullo scorpione che convince la rana (o la Ranuccia) a portarlo sull’altra riva del fiume: a meta’ la punge e muoiono entrambi. Perche’ l’ha punta? Perche’ era la sua natura.
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