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La Rai senza Vigilanza
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gian felice corsini
30/03/2013 10:52
Non è certo per avere restituito due assassini al governo del paese delle loro vittime che l'italia si svergogna sul piano internazionale. Un paese che ha avuto un pregiudicato per reati gravi presidente del consiglio per 17 anni è morto verso l'esterno. Trai primi paesi più corrotti al mondo, con università escluse da ogni classifica, con un debito pubblico che fa tremare qualunque creditore, con Pompei che cade a pezzi c'è molo da ricostrure, direi tutto.Gli assassini erano tornati in italia con un inganno degno di berlusconi e del suo socio monti.Meno male che è andata così.







Ma allora, così come oggi, con l'ovvio imbarazzo formalmente dichiarato al Parlamento, un Ministro già Capo si Stato Maggiore ha chiesto a loro di sopportare l'amarissimo rientro in India, non si poteva chiedere allora di sopportare una prigionia neppure troppo scomoda per militari di mestiere? Spiegando che essa sarebbe stato un eccellente motivo per il loro Governo per mettere duramente sotto accusa l'India di fronte al mondo per un incredibile e anche stupido atto di arroganza. E nello stesso tempo costringere con ogni mezzo tutte le sedi sovranazionali, di tipo politico, associativo e consortile, oltre che ovviamente giudiziario, a trattare la questione come una priorità di interesse generale, in quanto episodio importante e doloroso dell'unica lotta comune alla pirateria voluta e sostenuta da tutta la comunità internazionale. Contemporaneamente, andava fatta riserva di richiedere tutte le informazioni comunque acquisite dalle Autorità indiane per aprire a tempo debito in Italia un procedimento per duplice omicidio, essendo certo almeno che due pescatori indiani erano stati uccisi dal fuoco che risulterebbe partito da una nave italiana; con ovvio invito alle competenti Autorità indiane ad assistervi e a prendervi parte attiva, nelle forme processualmente appropriate. E intanto fa filtrare la minaccia di sospendere "sine die" tutte le forniture militari alle quali per sacrosante ragioni loro, gli indiani, lo hanno ormai capito tutti, tengono moltissimo.
Dopo, solo dopo, si poteva far sapere riservatamente a quel Governo che poteva essere attivata anche una soluzione politica, se ragionevole.
Lo so che i giornali avrebbero levato alti lamenti sui connazionali imprigionati e le TV si sarebbero accampate davanti alla prigione e davanti alle case dei familiari: ma queste sono le normali abitudini dei nostri media da più di vent'anni o giù di lì, e non ce ne libereremo tanto presto.
Oggi il bilancio è tremendo: i marò sono di nuovo prigionieri; abbiamo perso quasi tutto il nostro già scarso prestigio internazionale; un Governo che era già grave è ormai moribondo; due Ministri hanno perso la faccia pagando cara la scelta di entrare nel Governo come professionisti; un Ambasciatore è stato trattato più o meno come un narcotrafficante in stato di fermoo preventivo; abbiamo già pagato generosi risarcimenti alle famiglie delle vittime senza sapere però ciò che ancora del resto non sappiamo e chissà se e quando sapremo, se cioè la scelta di sparare sia stata conforme alle regole ed esente da colpa ed errore; gli indiani hanno tranquillamente ritirato i siluri che gli abbiamo venduto e chissà che altro: E si potrebbe continuare.
Mi immagino poi la faccia dei membri delle Autorità alle quali (solo) ora sembra che l'Italia (ma chi, poi, visto che non abbiamo neppure un Governo?) dovrà chiedere con ovvia umiltà di sciogliere una matassa che essa ha reso più imbrogliata: le stesse Autorità alle quali sin da principio era in diritto di chiedere a gran voce di imporre all'India il ripristino della legalità internazionale arrogantemente violata, per di più nemmeno dal Governo Centrale, ma solo da Autorità locali.
Mentre, nel nuovo Parlamento, riunito apposta, anche questo nuovo "8 Settembre" (copyright on. Lapo Pistelli) viene incorporato nell'impasto sempre più informe di un'insopportabile campagna elettorale senza fine e senza costrutto.