-
Altro parere -
Ambizioni posticce -
Altro parere -
La politica orfana del metodo -
Altro parere -
Il senso d'una sfida -
La sinistra sociale -
Kallas: «Putin vuole l'escalation» -
Marta Kos: «Non ci sono sconti sull'adesione all'Unione» -
Altro parere -
L'Europa e le mire di Putin -
Altro parere -
L'Europa e i pifferai magici -
Altro parere -
La dignità di nascere e morire
Il grande equivoco sulla Ue
Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani
Redazione InPiù 10/09/2026
Sul Corriere della Sera, Mario Monti legge il successo dell’AfD in Sassonia-Anhalt e l’avanzata di Futuro Nazionale di Roberto Vannacci come segnali della crescente vulnerabilità dell’Europa. Secondo l’ex premier, chi difende libertà, Stato di diritto e integrazione europea deve contrastare l’alleanza tra gli Stati Uniti di Trump e la Russia di Putin, che attraverso forze sovraniste e nazionaliste mira a indebolire l’Ue. Ma agli attacchi verbali ai sovranisti deve affiancarsi una profonda autocritica del campo europeista. Per Monti, il problema nasce anche dal comportamento dei partiti tradizionalmente europeisti e dei governi nazionali, che hanno progressivamente anteposto gli interessi nazionali, di partito o di corrente a quello europeo. L’ingresso di maggiore politica nella Ue, anziché rafforzarla, ha finito così per trasferire a Bruxelles le debolezze e la scarsa visione di lungo periodo delle politiche nazionali. Anche Angela Merkel, ricorda Monti, si oppose nel 2010 a un confronto europeo sulle cause dell’emergere dei movimenti populisti e anti-Ue. Gli europeisti, sostiene l’autore, devono quindi smettere di usare l’Europa come capro espiatorio delle proprie politiche nazionali e assumersi le responsabilità per la lentezza nell’attuazione di proposte come quelle di Draghi e Letta. La crescita dei sovranismi, infatti, sarebbe stata più difficile se governi e istituzioni europee fossero stati all’altezza dei loro predecessori. Infine, sul caso italiano, Monti osserva che chi demonizza Vannacci dovrebbe confrontarsi con il suo programma: a suo giudizio, le sue proposte condurrebbero di fatto l’Italia fuori da Ue, euro e mercato unico. Sono questi, conclude, gli argomenti concreti con cui spiegare all’opinione pubblica le conseguenze del progetto di «Futuro nazionale».
Michele Serra, la Repubblica
“Del documentario su Musk presentato a Venezia si parla molto, e per la comprensibile ragione che un uomo così potente non dispone di una storia limpida né di una personalità rassicurante – osserva Michele Serra su la Repubblica -. Ma viene da dire che di Musk si dovrebbe parlare comunque, anche se fosse la reincarnazione di Galileo e avesse dimostrato le doti filantropiche di Madre Teresa. Perché quello che spaventa, a prescindere dalla persona, è un così smisurato potere economico, e per osmosi anche politico, nelle mani di un solo individuo. Un potere e un patrimonio da Ancien Régime, premoderni e predemocratici. Tali da consentirgli di rilanciare in proprio, come un business tra i tanti, quella esplorazione del cosmo che fino a pochi decenni fa era tipicamente affare degli Stati e lui ha trasformato in accaparramento di spazi, esperienze, ricchezze sottratte alla disponibilità collettiva. C’è da chiedersi se la Compagnia delle Indie, forse la più rapinosa e organizzata protagonista della spoliazione coloniale, poté godere di una libertà d’azione paragonabile. È evidente che molti parametri di perequazione e di controllo tipici della società di mercato “classica”, per esempio l’antitrust, per esempio la progressività del prelievo fiscale, sono saltati come birilli, negli Stati Uniti e altrove. Anche sotto governi dem ciechi e sordi di fronte alla nascita di un mostro come le tecno-oligarchie. Certo va riconosciuto che Musk incarna con zelo inimitabile, quasi cinematografico quel mostro: la sua megalomania, il suo dispotismo, il suo maschilismo tragicomico sono l’illustrazione perfetta di una distopia diventata realtà”.
Alessandro De Angelis, La Stampa
Su La Stampa, Alessandro De Angelis interpreta il successo dell’AfD in Sassonia-Anhalt come il risultato di un disagio sociale sedimentato, legato alla desertificazione industriale, alle disuguaglianze e alla perdita di reddito e status. Richiamando Il tradimento dei chierici di Julien Benda, l’autore denuncia l’incapacità delle classi dirigenti europee di elevarsi dagli interessi nazionali e affrontare le cause profonde della crisi. Il risentimento prodotto dalla trasformazione della Germania Est, osserva, è diventato consenso politico, in un meccanismo simile a quello che attraversa altre democrazie occidentali. Secondo De Angelis, però, il problema non è soltanto tedesco: è una crisi europea della democrazia, legata soprattutto al declino del compromesso sociale. L’Unione, costruita prevalentemente attorno al mercato unico, non ha sviluppato una sufficiente dimensione politica e sociale. La crisi finanziaria ha poi accentuato il divario tra cittadini e istituzioni, mentre il potere si è spostato verso mercati e finanza internazionale, alimentando la percezione della politica come establishment. L’attuale fase di incertezza geopolitica ed economica rende il quadro ancora più fragile. De Angelis sottolinea come già il progetto europeo di Maastricht fosse squilibrato: dei tre pilastri indicati da Jacques Delors – debito, deficit e occupazione – quello sociale è rimasto incompiuto per il veto degli Stati. Proprio l’assenza di protezione sociale ha contribuito a esporre l’Ue alla crisi. Per l’autore, l’europeismo tradizionale non è più sufficiente: non basta richiamarsi ai simboli dell’Unione. Di fronte alle prossime elezioni in diversi Paesi europei, la sfida è costruire un’altra idea d’Europa, capace di recuperare il rapporto con i cittadini e rispondere concretamente a paura, insicurezza e senso di impotenza.
Altre sull'argomento
Casa e scuola agitano le grandi città
…l'Europa riscopre il sociale
…l'Europa riscopre il sociale
La legge elettorale supera il primo voto segreto
Anche i vannacciani hanno votato con la maggioranza
Anche i vannacciani hanno votato con la maggioranza
Il forte richiamo del Papa alle responsabilita dell'Europa
E' rimasto l'unico baluardo della pace e dei diritti umani
E' rimasto l'unico baluardo della pace e dei diritti umani
Vannacci fa flop a Reggio Calabria
Forza Italia canta vittoria alle elezioni suppletive
Forza Italia canta vittoria alle elezioni suppletive
Pubblica un commento






