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Le radici sociali della destra estrema

…la paura di perdere il benessere raggiunto

Giuseppe Roma 10/09/2026

Le radici sociali della destra estrema Le radici sociali della destra estrema La vittoria della destra estrema in Sassonia-Anhalt travalica le pur esistenti motivazioni specifiche, locali e relative all’attuale situazione tedesca. Le reazioni più preoccupate a questo evento sono venute da due autorevoli e storici rappresentanti di quel centro democratico interclassista, Romano Prodi e Angela Merkel, che, per decenni, ha arginato la crescita di un’area politica neofascista. Ci troviamo, quindi, di fronte a un punto di svolta, per altro atteso e prevedibile, visto che da anni i movimenti estremisti di destra fanno proseliti in Europa. Molte le letture che vengono date per spiegare il fenomeno. Paure, disagio sociale, avversione per gli immigrati e per le regole, prime fra tutte quelle europee. Tesi che hanno tutte validità, ma che non spiegano fino in fondo la così repentina propagazione di questi movimenti. Anche perché ciò che aggrega spesso appare incongruente. I neofascisti sono violentemente contro l’Europa. Ma nell’Unione Europea il potere decisivo è nelle mani del Consiglio Europeo costituito dall’insieme dei 27 governi nazionali, dominati dalla destra o dal centro destra per più della metà (15 paesi). Altri 6 sono governi di grande coalizione, mentre i 5 paesi di sinistra o centro-sinistra, oltre la Spagna, sono tutti piccoli e periferici (Malta, Lettonia, Bulgaria, Danimarca).
 
Il caso tedesco, fa emergere un altro elemento contraddittorio. I più arrabbiati e impauriti per l'immigrazione, caro-vita, restrizioni ambientali sono anche quelli arrivati più recentemente a raggiungere livelli di benessere. La destra si è affermata nei paesi un tempo sotto l’influenza sovietica e, in Germania, nei Lander della defunta DDR arrivati a un miglior tenore di vita con l’unificazione. Per esemplificare, consideriamo due Lander dell’Est e dell’Ovest: la Sassonia di Dresda e Lipsia nel 1991 registrava un Pil pro-capite pari al 28% di quello dell’ Assia di Francoforte Oggi, resta una forbice significativa, ma il Pil pro capite della Sassonia è salito al 69% di quello dell’Assia. Più che invidia sociale nei confronti dei più ricchi e istruiti, a generare la ribellione potrebbe essere proprio il timore di perdere il benessere raggiunto più di recente e che si teme sia a rischio perché ancora non stabilizzato. Un meccanismo che potrebbe essere valido anche per l’elettorato estremista in Italia, Francia o Gran Bretagna. Certo che se non si comprende la radice sociale della destra estrema sarà difficile arginarla.
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