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Altro parere

Abolire il popolo bue

Redazione InPiù 10/09/2026

Altro parere Altro parere Marco Travaglio, il Fatto Quotidiano
Sul Fatto Quotidiano, Marco Travaglio ironizza sulle reazioni al successo dell’AfD in Germania, accusando alcuni commentatori italiani di proporre ricette che, a suo giudizio, rischiano di alimentare proprio il consenso delle destre radicali. Travaglio prende di mira in particolare le posizioni di Antonio Polito, Claudio Cerasa e Maurizio Molinari. L’autore contesta anzitutto la proposta di Cerasa di «svuotare i populismi con più Europa», riarmo e sostegno all’Ucraina, sostenendo che queste politiche ignorino le ragioni economiche e sociali del malcontento. Anche Polito viene accusato di attribuire la crisi alla difficoltà delle élite europeiste di spiegare adeguatamente le proprie «migliori idee», invece di interrogarsi sulla loro efficacia. Travaglio cita come esempio le ingenti risorse destinate agli armamenti a fronte di minori investimenti nel welfare e dell’aumento dei costi energetici. Infine, Travaglio attacca l’interpretazione di Maurizio Molinari, secondo cui il voto tedesco dimostrerebbe l’esistenza di un’offensiva russa contro l’Europa, condotta attraverso l’invasione dell’Ucraina, partiti filorussi e presunti sabotaggi. L’autore contesta soprattutto l’idea che forze politiche contrarie al sostegno a Kiev o critiche verso l’Ue siano necessariamente pilotate o finanziate da Mosca, osservando che le prove indicate sarebbero riconducibili alle valutazioni dell’intelligence americana e alla loro posizione politica. La tesi conclusiva di Travaglio è che gli elettori non votino le destre radicali perché incapaci di comprendere le idee delle élite, ma, al contrario, perché le comprendono e ne rifiutano le conseguenze.
 
Alessandro Sallusti, Libero
Scrive Alessandro Sallusti su Libero - “Ieri il nostro Giacomo Amadori ha svelato l’esistenza di una chat tenuta segreta tra l’amante di Ranucci e la compagna di Lavitola usata per tenere i contatti, e scambiarsi informazioni giudiziarie, nelle ore in cui l’inchiesta sulla bomba messa sotto casa del conduttore stava per prendere l’accelerazione finale. Interpellato, ieri Ranucci ha smentito categoricamente: «Tutte cazzate». Bene, oggi pubblichiamo gli screenshot di quelle conversazioni che molto dicono sulla complicità tra le due “famiglie”. Ranucci quindi ieri ha mentito ben sapendo di mentire e questo non è bello per chi vorrebbe continuare a dirigere una importante trasmissione Rai, in subordine entrare in politica come martire della libera informazione. Insomma ogni giorno la storia si arricchisce di un nuovo particolare, a volte inquietante, altre sospetto e altre ancora semplicemente pruriginoso. Se non ci fosse una morta di mezzo si potrebbe dire che l’affare Ranucci-Lavitola è il caso Garlasco dell’informazione. Scavando su un fattaccio che certamente costituisce reato -la bomba che esplode fuori dalla casa del conduttore- si scopre un insospettabile mondo di mezzo: rapporti ambigui e inaspettati, omertà e tradimenti, bugie e sospetti, amanti e mogli armate le une contro le altre. L’obiettivo sembra essere quello di inquinare i pozzi (in questo Lavitola è un professionista) sulla bomba ma non solo su quella al punto di rendere impossibile l’accertamento di una verità giudiziaria e storica che potrebbe smentire anni e anni di una narrazione a senso unico: noi di Report siamo il bene contrapposto al male, siamo gli illibati paladini della libertà e guai a chi si mette di mezzo tra noi e la verità. Ecco, adesso noi ci siamo messi di mezzo e intendiamo rimanerci. Ea ogni smentita seguirà una conferma”.
 
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