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Il “caso Moretti” e i domiciliari
Perche' l'ex ad di Ferrovie e' finito in carcere anche se ha piu' di 70 anni?
Riccardo Sabbatini 01/07/2026
In seguito alla condanna divenuta esecutiva, frutto di ben sette gradi di giudizio, è ripresa sui giornali la querelle tra quanti ritengono giusta oppure no l’attribuzione di una piena responsabilità al capo di un’azienda di migliaia di persone per un fatto, la rottura di un asse di un carrello peraltro di proprietà di un’azienda tedesca, lontano anni luce dal suo concreto orizzonte operativo.
Ma c’è un altro aspetto, quello appunto della detenzione, che merita di essere posto sotto i riflettori. Moretti ha compiuto 72 anni e, pertanto, ha diritto a non stare là dove si trova attualmente, il carcere di Orvieto dove si è appena consegnato. Per esercitare questa prerogativa dovrà però attendere l’esito dell’istanza presentata al magistrato di sorveglianza. Nel frattempo potrebbe trascorrere in cella settimane, se non molti mesi. È una pena afflittiva non prevista e non giustificata. La vicenda ha clamore mediatico perché coinvolge un manager assai conosciuto come Moretti, ma chissà quanti altri casi del genere hanno luogo ogni anno nelle patrie galere contribuendo al sovraffollamento delle carceri, al disagio psicologico di chi è interamente privato della libertà personale e obbligato a sopportare spese legali per ottenere quanto comunque gli spetta di diritto. Tutto nasce dalla mancanza di un raccordo tra l’ordinamento penitenziario - che stabilisce la regola dei 70 anni - ed il codice di procedura penale che non ne fa menzione. Non è sempre così. Nei casi di condanna fino a 4 anni che prevedono l’affidamento in prova ai servizi sociali è lo stesso Pm che sospende l’esecuzione della sentenza qualsiasi sia l’età anagrafica. Quando è invece in gioco soltanto la regola dei 70 manca lo stesso automatismo. Per questo motivo il difensore di Moretti ha proposto una questione di legittimità costituzionale alla Corte di Appello di Firenze che l’ha invece respinta emettendo l’ordine di esecuzione. Due pesi, due misure? Anche i “carrelli” della magistratura, talvolta, sembrano difettosi.
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