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Il debito/Pil della Grecia inferiore al nostro
Il “miracolo” greco non è isolato: tutti i paesi ex-Pigs hanno rilanciato la crescita e ridotto deficit e debiti.
Giampaolo Galli 05/05/2026
La Spagna entrò in crisi fra il 2010 e il 2012 per l’esplosione della bolla immobiliare e del conseguente fallimento delle banche che l’avevano finanziata. Madrid chiese l’intervento della Troika che intervenne nel 2012 essenzialmente per ricapitalizzare le banche. Secondo molti analisti, questa fu la mossa decisiva che consentì alla Spagna di mettere a segno tassi di crescita elevatissimi negli anni successivi. Fra il 2014 e il 2025, tolto l’anno del Covid, la crescita media della Spagna è stata di 5,6%. Il deficit ha raggiunto un picco di 10% nell’anno del Covid, ma già nel 2025 era al 2,5%, dunque sotto la fatidica soglia de 3%. Per il 2026 il FMI prevede un deficit al 2,1%. Dal dicembre 2011 all’ottobre 2016 la Spagna e’ stata governata dai popolari di Mariano Rajoy, il quale quindi dovette gestire il momento più acuto della crisi. Successivamente e fino ad oggi hanno governato, fra alterne vicende, i socialisti di Pedro Sánchez. Fra i paesi denominati PIGS c’era anche l’Irlanda che però è un caso del tutto particolare perché, superata con l’aiuto delle Troika una devastante crisi bancaria, ha ripreso a crescere a ritmi cinesi. Cresceva moltissimo prima della crisi, in media al 5,8% fra il 2000 e il 2007. È tornata a tassi ancora più alti dopo la crisi: In media 8,4% fra il 2014 e il 2025. Il debito pubblico che era esploso sino al 112% durante la crisi è sceso rapidamente negli anni successivi ed è oggi al 32%. Cipro non faceva parte dell’acronimo PIGS perché la crisi è avvenuta un po’ dopo le altre, nel 2012-2013. Questo è l’unico paese in cui è stato davvero applicato il bail-in per i depositanti delle banche fallite. Ma la cosa interessante dal nostro punto di vista è che il debito è sceso dal 113% del 2020 al 50%. Il bilancio e’ migliorato di 10 punti di Pil fra il 2020 e il 2024; era in deficit del 5.6% nel 2020 ed è migliorato fino a un surplus del 4,1% nel 2024. Per il 2026 il FMI prevede un surplus del 2,6% (con avanzo primario del 3,7%). La crescita media fra il 2021 e il 2025 è stata del 9,5%. Da questi episodi appare evidente che, con opportune riforme, si può rilanciare la crescita e ridurre drasticamente deficit e debito. E non è chiaro a questi fini che ci sia un colore politico che è più efficace di altri.
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