Il nido del corvo
L’autore italiano che si va affermando come campione di vendite, il sardo Piergiorgio Pulixi, pubblica “Il nido del corvo”, Niu e Crobu, in lingua sarda ( Feltrinelli Noir 2026). Nel romanzo vi sono molti temi: quello strettamente poliziesco, con protagonisti due poliziotti che indagano su una storia altamente inquietante, e in parallelo la vicenda personale dei due protagonisti, Daniel Crobu, detto ormai dai colleghi il Corvo, e la ispettrice Viola Zardi, originaria del Trentino. I due lavorano in coppia, sono molto diversi, vengono da luoghi e lingue diverse, ma si stimano e si appoggiano, soprattutto perché posti dinanzi ad un intreccio di delitti assurdi che richiedono intuito, pazienza, stomaco forte, alla ricerca di uno psicopatico che mutila le sue vittime, donne dalle mani bellissime, manicure curata: nessuna traccia è presente sulla scena dei crimini, tranne quelle che l’autore stesso decide di lasciare dietro di sé nello scopo assurdo di sfidare i suoi stessi cacciatori, i due investigatori che lo stanno affannosamente ricercando. Daniel il Corvo e Viola sono assegnati alla questura di Oristano, e si muovono nel territorio presso Cabras, sulla penisola del Sinis, nella Sardegna occidentale, poco abitata e poco turistica. Il tasso adrenalinico a cui sono sottoposti i due ispettori viene comunicato anche ai lettori di questo romanzo molto particolare. Le mani mozzate, la sparizione di due , forse tre donne , fanno pensare ad un maniaco molto metodico, benissimo organizzato, competente: il profilo che viene disegnato dalla polizia, un macellaio, un medico, un veterinario, capace di agire con la destrezza e la precisione di un chirurgo, dovrebbero restringere il campo delle indagini, ma non sembra sia così e il lavoro affannoso dei due colleghi appare sempre più difficile. La tecnologia, l’informatica, l’intreccio dei dati, le celle telefoniche, le telecamere di sorveglianza, tutto viene messo in campo per stanare il pazzo che rapisce, mutila, congela, fa trovare “pezzi” ben tagliati di povere donne sconosciute alla polizia. Ma mentre magistrati, medici legali, superiori di Daniel e Viola insistono per risolvere il caso, i due colleghi si trovano a vivere nel loro privato prove durissime, che rischiano di mettere in pericolo le persone che sono loro vicine: il Corvo vive in campagna, mentre suo padre sta morendo e sua moglie Amanda con le bambine soffre la mancanza del marito, troppo preso dalle indagini; Viola ha una relazione con un ragazzo molto giovane, che tiene segreta, ma l’assassino l’ha scovato e fotografato, e quindi Alex è in serio pericolo. Ecco dunque che al lettore di questo romanzo potente non resta che seguire con emozione l’evolversi della trama, complessa, ben costruita, inquietante, come dicevo, proprio per l’assurdità delle mire dell’assassino che rapisce, nasconde chissà dove, donne innocenti a cui taglia una mano. I paesaggi lacustri, deserti, gli stagni, la nebbia, le canne al vento, il gelo notturno, fanno da sfondo a questo romanzo in cui la psicologia dei personaggi, buoni e cattivi, viene studiata e poi costruita con notevole sensibilità . C’è un prima, un prologo nella vita di tutti i protagonisti della trama avvolgente, nella quale il lettore non può che sprofondare affezionandosi a personaggi diversi ma molto convincenti. Il libro è dedicato a Carlo Lucarelli: l’autore di Almost Blue, un libro che era “capace di aprire una breccia per tante e tanti di noi”, come dichiara Piergiorgio Pulixi nell’esergo: e ha ragione!