I guerrieri d'inverno
Olivier Norek è un talentuoso scrittore francese di noir. In questo straordinario romanzo di guerra, tradotto per Rizzoli da Maurizio Ferrara, ci racconta una storia poco nota, la guerra che oppose la piccola Finlandia alla grande Russia, nel 1939. La Finlandia era diventata indipendente da 22 anni, prima faceva parte del regno di Svezia. Si tratta di una regione piena di laghi, di foreste incontaminate, di piccoli villaggi di contadini, allevatori, artigiani, che vivono in un clima gelido per molti mesi dell’anno. Sono poco armati, non certo dei guerrieri addestrati. Quando l’Unione Sovietica sotto la feroce dittatura di Stalin, alla vigilia della Seconda guerra mondiale, decide di invadere questa nazione neutrale, servendosi di un tragico espediente, fingendo cioè di essere stata attaccata proditoriamente, comincia una guerra predatoria che passerà alla grande Storia con il nome di Guerra d’Inverno. Di questa incredibile dolorosa vicenda, che procurerà in pochi mesi un numero esorbitante di morti, feriti, mutilati, da entrambe le parti, pur rispettando la proporzione assurda fra due forze asimmetriche, restano alcuni nomi, molte azioni, eroismi quasi sconosciuti vittime innocenti triturate dalla storia , che in questo libro vengono narrate da Olivier Norek con grande pathos. La ricostruzione di quel periodo terribile, alla vigilia di una guerra mondiale ormai inevitabile, viene raccontata dalla parte dei coraggiosi Finlandesi, che si trovarono per un capriccio della storia, ad essere attaccati dal gigante russo, quasi inermi, ma nondimeno decisi a conservare la propria identità nazionale, da così poco tempo conquistata, a costo di sacrifici inenarrabili. Quell’inverno, uno dei più crudeli, si toccarono spesso i 50 gradi sotto zero, una temperatura che non consente agli essere umani di sopravvivere all’aperto più di qualche ora. Eppure, pochi uomini eroici, uniti da vincoli di antica amicizia perché appartenenti alle piccole comunità , riuscirono, per pochi mesi, a tenere testa ad un esercito agguerrito, comandato da mostri che, in nome di Stalin, non tenevano in nessun conto la vita umana, neppure quella dei loro uomini, provenienti dagli sterminati territori della Unione Sovietica, dai diversi stati in cui si parlavano lingue diverse, in una babele che impediva agli ordini di essere compresi ed eseguiti. Nel racconto spicca la figura di Simo Hayha, un giovane tiratore scelto che il padre in tempo di pace aveva istruito a cacciare con precisione gli animali. Il ragazzo, dotato di una mira infallibile e di una capacità di gestire la postura e le emozioni, diventerà una leggenda. Soprannominato “La morte bianca”, riuscirà, malgrado le molte remore morali, ad uccidere un numero di nemici incredibile, incoraggiando i compatrioti a resistere anche in condizioni apparentemente impossibili. Il generale Carl Gustav Mannerheim, che aveva combattuto nelle file russe e che dunque ne conosceva strategie e debolezze, è a capo dell’esercito finlandese: ma Norek ci racconta anche i retroscena del nemico; ad esempio i colloqui tra Molotov, il fedelissimo di Stalin, e i vari generali che vengono mandati sul fronte finlandese il cui territorio credevano di invadere in pochi giorni. Di fronte alla sorpresa della resistenza incredibile dei soldati vestiti di bianco, che si muovono con naturalezza sugli sci, che non possedevano altro che granate, bottiglie incendiarie e vecchi fucili, capaci di resistere alle temperature proibitive con coraggio e determinazione, i russi muoiono a migliaia, male equipaggiati e peggio comandati. A Stalin non si poteva dire che le cose andavano malissimo sul fronte, il commissario politico che seguiva le truppe denunciava ogni esitazione, ogni passo indietro che soldati disperati, affamati, congelati, tentavano, incapaci di procedere su pianure ghiacciate, senza alcun riparo, nell’unica strada possibile, falciati dal nemico implacabile. Inutile fare paragoni con le vicende di oggi, tuttavia in conclusone del volume Olvier Norek afferma: “
Questo è un romanzo. Nessun fatto di guerra è stato inventato….Nessun atto di coraggio è stato esagerato. Anche se questi eventi risalgono ormai a quasi un secolo fa, ci rimandano direttamente alla Storia attuale e ci ammoniscono. La guerra arriva spesso di sorpresa e ci vuole sempre un primo morto sul nostro suolo per crederci sul serio.”. Nel libro ci sono molte foto in bianco e nero, un po’ sbiadite, dei principali personaggi che compaiono nel racconto: non sono personaggi di una fiction, ma veri eroi che hanno combattuto e sono morti, e veri personaggi di un’epoca sciagurata che ha devastato il nostro continente. Abbiamo imparato la lezione? Sembra di no, al momento.