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Fiona Hill "La Casa Bianca vuole trascinare gli europei in un conflitto mondiale"

Paolo Mastrolilli, La Repubblica, sabato 14 marzo

Redazione InPiù 15/03/2026

Fiona Hill Fiona Hill "La Casa Bianca vuole trascinare gli europei in un conflitto mondiale" "Stiamo camminando come sonnambuli verso la Terza "guerra mondiale, o comunque un conflitto che ha già una dimensione globale. Gli Stati Uniti stanno cercando di trascinarci dentro gli europei, che devono rendersene conto e decidere se vogliono partecipare oppure no». Questa analisi colpirebbe in ogni caso, mentre i Marines navigano verso l'Iran, ma a maggior ragione se a farla è Fiona Hill, che durante la prima presidenza Trump era la direttrice per l'Europa e la Russia nel Consiglio per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, e che è stata intervistata da Paolo Mastrolilli su Repubblica di sabato 14 marzo. Che impatto sta avendo la guerra in Iran sull'Ucraina, a partire dalla decisione di allentare le sanzioni sul petrolio russo? «L'aumento del prezzo in superficie aiuta Mosca, perché le dà più soldi per finanziare l'invasione, ma la domanda è se sia davvero in grado di approfittarne. Può aumentare la produzione a basso costo, però non è sicuro che possa trovare acquirenti. Poi il vero problema di Putin in questo momento è la severa crisi del reclutamento dei soldati e i soldi non bastano a creare persone che non esistono». Come giudica la decisione di alleggerire le sanzioni contro il suo petrolio? «Alcuni la considerano un tradimento dei nostri alleati. Il dubbio è che riguardi interessi economici comuni a Mosca nella regione del Golfo, non solo la necessità di contenere l'aumento del prezzo del petrolio». Ma la Russia non sta fornendo intelligence all'Iran? «Sì, però la risposta qui è che gli Usa stanno facendo altrettanto con l'Ucraina e quindi siamo sullo stesso piano. La decisione poi è stata presa ai massimi livelli dopo il recente incontro in Florida tra l'inviato americano Witkoff e quello russo Dmitriev, quindi potrebbe essere un passo compiuto per soddisfare le richieste di Putin mentre si negozia altro». Cosa? «Gli accordi economici con la Russia di cui Trump ha parlato apertamente in varie occasioni, non la pace o una soluzione del conflitto che tenga conto dei diritti e le aspirazioni del popolo ucraino, o le conseguenze del nuovo assetto per la sicurezza di tutti». Per questo il presidente rimprovera a Zelensky di essere l'ostacolo alla fine della guerra? «Perché non si piega. Zelensky in questo momento è un po' come la vecchia signora proprietaria di un appartamento in un edificio di Trump, che non cede alle sue pressioni per sgomberarlo e costruire altro. Tutto ha una dimensione mercantilistica in questa amministrazione, ma nell'interesse di una famiglia o un gruppo specifico di persone, non gli Stati Uniti. E lo stesso atteggiamento si applica a tutti, anche amici o alleati come l'Italia. Dovreste essere molto preoccupati di questo». 
 
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