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Einstein contro Epstein
Redazione InPiù 17/04/2026
Scrive Tommaso Cerno sul Giornale - “Ma tra l’Europa dei volenterosi, che sembra priva di ruolo globale, e che con Giorgia Meloni oggi prova a parlare a una sola voce, e quell’America di Donald Trump, che sembra uscita di senno e che tutti, da sinistra fino a destra, cominciano a non comprendere più, c’è davvero un oceano così grande da separare le due facce della democrazia liberale dopo quasi un secolo? È davvero la nostra la democrazia di Einstein, che tutto sa e tutto prevede, anche se poi sembra incapace di cambiare la realtà, a scontrarsi con gli Stati Uniti e la post democrazia di Epstein, dove tutto è scandalo e volgarità? Forse, rileggendo il premio Nobel per la fisica del 1921, proprio alla vigilia delle dittature, colui che di fronte all’atomica oggi tornata al centro del dibattito mondiale si fece più piccolo dell’atomo per comprenderne la follia, che poi era tutta umana, ci renderemmo conto che nella teoria più famosa della scienza, quella della relatività, la velocità con cui avvengono i fatti è parte integrante della massa, cioè dell’effetto che producono. Ma non sarà questo il nostro problema? Mentre l’economia, le guerre e quelle che il Papa chiama le tirannie viaggiano come la luce nel mondo dell’istante, noi restiamo ancorati a modelli di un secolo fa? E se fossimo più simili che diversi? Non so come finirà la guerra in Iran, ma vedo che nel momento del gelo tra Usa ed Europa si fanno passi avanti verso la tregua. Ma sarà solo una mia fissazione”.
Maurizio Belpietro, la Verità
“Come si dice suicidio in danese? – si interroga Maurizio Belpietro sulla Verità - Secondo l’intelligenza artificiale la traduzione è selvmord. E come si scrive ipocrita? Si usa hykler. Mi sono interessato ai due termini dopo aver letto l’intervista al commissario europeo all’Energia Dan Jorgensen. Alla domanda se, per effetto della guerra in Iran, sia il caso di ripensare al divieto di acquisto del gas russo, Jorgensen risponde con un perentorio «assolutamente no». «La Russia ha trasformato l’energia in un’arma contro di noi e non dovremo mai più ripetere l’errore di mettere il nostro destino nelle mani di Putin». Peccato che senza il gas del Qatar e senza quello di Mosca, il nostro destino economico e il nostro benessere siano messi in serio dubbio. Jorgensen esclude di tornare al gas russo anche dopo la pace in Ucraina: «Il divieto è nella nostra legislazione». In altre parole, anche con una tregua l’Europa continuerà a essere in guerra con Mosca. Per me non c’è dubbio: la Ue sceglie di suicidarsi, rifiutando risorse che potrebbero evitare uno choc energetico. Il comportamento è autolesionistico. Jorgensen dice che il problema è ridurre i consumi di fonti fossili accelerando la transizione energetica. Peccato che il Green deal abbia messo in difficoltà il sistema industriale europeo, favorendo la Cina. Tuttavia, il comportamento europeo è anche ipocrita: mentre dice di non voler dipendere da Putin, continua a finanziare la guerra acquistando energia russa. Dal 2022 abbiamo speso più soldi comprando energia dalla Russia di quanti ne abbiamo dati in aiuti all’Ucraina. Secondo il Crea, nel solo mese di marzo 14 spedizioni di prodotti petroliferi provenienti da raffinerie che utilizzano greggio russo sono sbarcate nei porti europei. I proventi delle esportazioni russe hanno raggiunto livelli elevati. La Ue compra metà del Gnl russo e resta tra i principali acquirenti di gas. I cinque maggiori importatori europei hanno versato 1,3 miliardi di euro in un mese. In testa la Spagna, seguita da Ungheria, Francia, Belgio e Bulgaria. Dunque, l’Unione compra gas dalla Russia ma nega all’Ucraina di vendere i suoi prodotti. Come lo definireste? In danese si dice hykler”.
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